venerdì 16 Gennaio 2026
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COMMERCIO Ancora una giornata critica al mercato di Corso Fratelli Brigida a Termoli

TERMOLI. ‘La piazzetta senza pesce è morta’.  Così risponde un ambulante che, da molte mattine ormai, non ha nessun problema a trovare posto al mercato del pesce di San Timoteo.

Accanto a lui, due colleghi con frutta e verdura ben in vista, che lamentano i disagi per la protesta del caro gasolio “Ormai sono in pochi a farci visita, a mala pena quei clienti fissi. Era il pesce che li attirava e, ad orate, calamari, sogliole e sgombri  affiancavano un’insalatina e un po’ di frutta di stagione, come vuole la dieta mediterranea. Ora, niente pesce e niente soldi neanche per noi’.

‘Bisogna trovare una soluzione – incalza l’altro collega mentre pesa un chilo di ciliege e confessa che, la giornata, è stata veramente deludente  – ai pescatori dovrebbero aggiungersi tutte le categorie, comprese i cittadini – suggerendo, ingenuamente – non devono fare più benzina, forse così qualcuno si degnerà di rispondere e risolvere la questione”. 

Il pesce fresco è così sparito dai banchi di quel  mercatino che, particolarmente affollato, era diventato negli anni un’istituzione antica dato che, la pesca, è sempre stata fra le attività preminenti della città.

Anche se fatiscente, considerando le impalcature che da tempo convivono con una decina di postazioni di pescivendoli, per la vivacità che lo caratterizzava è sempre stato una tappa obbligata per i turisti che, del ‘variopinto’ luogo, si riportavano a casa profumi e consigli per cuocere il pesce al meglio delle aspettative.

Alle strilla dei venditori, che in giornata dovevano comunque liberarsi del pesce a disposizione, in quanto fresco, subentrano ora i suoni dei clacson di gente che va di fretta, sofferente per il caldo ma che, prima di questa crisi, approfittava del traffico per affacciarsi dal finestrino e controllare il ‘menù della giorno’.

Sono spariti  scampi, gamberoni  e calamari. Mancano all’appello anche naselli, seppie, triglie  e merluzzi. Anche le pescherie hanno i banconi semi vuoti e, se i piccoli piangono, i grandi resistono  mentre  i ristoranti si arrangiano. “Mi dispiace per i bambini – spiega una signora che si avvicina per comprare un po’ di frutta – il pesce fa bene ed è l’ideale per lo sviluppo. Noi, possiamo rassegnarci e sperare di farci una bella mangiata il prima possibile”.

La questione è semplice e ormai risaputa: se l’anno scorso il gasolio costava 50 centesimi a litro, quest’anno è passato a 90 e la filiera ittica si è ribellata.

Al fermo delle barche, si affianca anche la protesta degli operatori  economici ittici (Oei) che, questo pomeriggio, incontreranno a Campobasso l’assessore alle politiche produttive. “Speriamo di arrivare presto ad una soluzione”, commenta il presidente dell’associazione che, nuovamente, invita la cittadinanza a non acquistare pesce: “Quello presente sui banchi dei supermercati non è fresco e non proviene certo dai nostri mari. Non ci sono garanzie di qualità quindi non compratelo né per voi né tanto meno per i vostri bambini”.