TERMOLI. Il termolese Giuseppe Listorto, innamorato della sua città, ha voluto scrivere un pensiero dal titolo “Compro Horror” su quanto è sotto gli occhi di tutti lungo la principale via centrale di Termoli sui vari aspetti strutturali e logistici:
“È recente, la polemica scatenata dalle immagini di un video che riportava una scena di degrado ed inciviltà, per la via principale del passeggio di Termoli. È giusto indignarsi, è sacrosanto scagliarsi contro chi, per pigrizia, maleducazione e totale menefreghismo, getta a terra i suoi rifiuti, senza pensarci due volte. Ma che il mondo sia pieno di teste di c***o, lontane anni luce dalla civiltà, è un dato di fatto inoppugnabile. La mia attenzione però, si sposta a monte. Vedo, da diversi anni ormai, un decadimento continuo delle attività commerciali del centro. Attenzione, negli anni passati abbiamo anche avuto attività semplici, ma storiche come Aniello e la tipografia in fondo al corso. Tuttavia, il livello non ha seguito le velleità di decoro che il corso vorrebbe. Beninteso: si tratta di gente che lavora e quindi gente (spero) onesta. Nulla da eccepire. Ma a mio avviso, in centro andrebbe regolamentata l’apertura degli esercizi, valorizzando le attività di moda, artigianato di qualità, bar o locali di livello… Invece, assisto attonito al pervadere di negozi di patatine, cover per cellulari, sale slot, paccottiglia…! Io non ho nulla contro queste attività, badate bene, io parlo di scelte di visibilità del paese. Perché visto l’andazzo, gli unici a potersi permettere l’affitto per il corso, saranno a breve pakistani e cinesi. E allora sarà un suk e non più il salotto (vretto) di Termoli.”
Del resto se qualcuno vuole avere maggiori ragguagli può andare su Internet e leggere le ultime ordinanze comunali in materia di esercizi commerciali nel centro di Roma e Venezia, per citare due città totem d’Italia.
