martedì 16 Dicembre 2025
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L’associazione Andrea di Capua riporta in città Basso Ragni, pittore termolese dimenticato

TERMOLI. Nel novero di coloro che non sono profeti in patria, Basso Ragni assume oggi un posto d’onore. I suoi quadri hanno un alto valore sul mercato, sono ambiti e ricercati da galleristi toscani, lombardi e veneti, ma non godono di altrettanta fortuna nelle sue terre d’origine. Nato e vissuto a Termoli fino ai diciotto anni per poi trasferirsi a Livorno, il pittore fa ritorno in città grazie a una mostra fortemente voluta dall’associazione culturale “Andrea di Capua Duca di Termoli”.

L’evento è stato annunciato ieri mattina in una conferenza di presentazione all’Hotel Corona da Roberto Crema, presidente dell’associazione, insieme al professor Nino Barone e all’architetto Giovanni Risolo che ha curato l’allestimento della mostra.

Quella dell’opera di Ragni è stata una scoperta recente e importante, alla cui dimenticanza l’associazione ha tenuto a rimediare cercando e instaurando dal 2017 un rapporto con Antonio Ragni, figlio dell’artista, che con entusiasmo ha accolto la proposta e ne ha ricercato lavori, documenti e fotografie. Proprio in queste ore Antonio è in viaggio verso Termoli per trasportare personalmente le tele di suo padre.

La vena artistica di Ragni, nato nel 1921, si manifesta già all’età di dodici anni, quando frequenta a Termoli la scuola del maestro decoratore Federico Orlando. Lì, ipotizza il presidente Crema, ha forse intravisto nella pittura un’opportunità professionale. Dopo l’arruolamento in marina e i conseguenti spostamenti durante la Seconda Guerra mondiale, si stabilisce a Livorno e inizia la sua personale ricerca pittorica.

Una ricerca faticosa e frenetica, en plein air come da tradizione macchiaiola”, spiega il professor Barone, “tesa però a sintetizzare la natura e restituirne le sensazioni andando oltre la mera impressione e rappresentazione”. In questo sforzo, l’artista ha superato i dettami classici della scuola toscana ed è stato definito a ragion veduta un post-macchiaiolo.

L’architetto Risolo riferisce brevemente circa l’allestimento, che pone al centro l’interessante rapporto fra il luogo di esposizione e il tipo di arte. Trentacinque saranno le opere esposte, “numero che avrebbe richiesto uno spazio indubbiamente più ampio, ma abbiamo cercato di rendere la fruizione comunque appetibile, con un allestimento volutamente scarno e non pomposo”.

In merito alla location, Roberto Crema volge un sentito ringraziamento a monsignor De Luca per aver messo a disposizione i locali dell’ex biblioteca diocesana, e sottolinea la carenza di spazi espositivi adeguati e in posizione centrale a Termoli. “Associazioni come la nostra sono sempre esortate a organizzare eventi ma sono poi ostacolate da normative e burocrazia – indipendenti certo dall’amministrazione, essendo di natura nazionale, ma alle quali con le nostre sole forze fatichiamo a far fronte”.

L’associazione “Andrea Di Capua” vive unicamente delle proprie quote; è grazie a queste che ha portato avanti innumerevoli iniziative, incluse sette pubblicazioni letterarie e il recente gemellaggio col porto di Pesaro, “fondamentale perché fra le nostre missioni c’è quella di portare l’immagine di Termoli fuori dai confini regionali”, ricorda Crema. Allo stesso modo, anche quest’ultima esposizione di alto pregio è stata realizzata con sole risorse interne, senza denaro pubblico.

La mostra “Basso Ragni. Un termolese a Livorno” sarà visitabile da sabato 28 luglio presso il Palazzo vescovile in piazza Duomo, e resterà aperta ogni sera dalle 21 a mezzanotte fino al 4 agosto compreso.