CHIEUTI. Doccia fredda sul mondo delle Carresi, il presidente dell’Unione Pasquale Di Bello ha reso noto di una inchiesta che coinvolge decine di persone per la Corsa dei Carri di Chieuti, località pugliese che fa parte della medesima associazione.
«Apprendo, da mie fonti giornalistiche, che negli ultimi giorni sono stati recapitati agli amici dei Carri di Chieuti oltre cinquanta avvisi di garanzia (parrebbe 58). I fatti si riferiscono alla corsa del 2017 (quindi prima dell’adozione del disciplinare) e l’ipotesi di reato è quella di “maltrattamento”. A procedere è la Procura di Foggia, guidata in questo momento dal Dott. Ludovico Vaccaro, già Procuratore capo a Larino nel 2015, al tempi del blocco delle Carresi molisane. Lo stesso Procuratore fu protagonista, insieme all’Avvocato Antonio De Michele, di una storica conferenza stampa in occasione della presentazione del Disciplinare 2015 adottato dai Carri di San Martino in Pensilis, Portocannone e Ururi. In quella circostanza la stessa Procura giudicò positivamente quel disciplinare che, ancora oggi, è per tutti i protagonisti il modello di riferimento sia per la preparazione, sia per la corsa, sia, soprattutto, per il benessere degli animali.
Un disciplinare analogo, pressoché identico, è stato adottato a Chieuti a fine 2017. Basta il rispetto di quelle prescrizioni per evitare ogni tipo di problema per la Carrese 2019. Manteniamo quindi tutti la calma.
Alla Carrese di Chieuti manca esattamente un mese (24 aprile), i fatti sono del 2017. Rilevo, come dato oggettivo, che gli avvisi di garanzia cadono proprio nell’imminenza della Corsa 2019.
Sul versante delle cose positive, segnalo che la Regione Puglia ha stanziato 45mila euro per la Carrese di Chieuti.