MOLISE. Con i dati – Irap è possibile ricostruire una classifica degli evasori nazionali che vede – tra i protagonisti – gli stessi Molisani con una delle maggiori ‘performance’. A tale proposito, è interessante valutare il reddito dei nostri corregionali con riferimento a quello degli Italiani che dichiarano “0”. Se i senza-reddito dello Stivale ammontano ad 1 su 4, i Nostri non sono da meno, al punto che sono state registrate punte del 24,1% di contribuenti che ha dichiarato un reddito inesistente. Insomma, quasi 3 molisani su 100 hanno lanciato sul tavolo del controllo tributario uno “0” rotondo. Addirittura Campobasso, 11 anni or sono, fece registrare un rotondo +201% di cause pendenti nel Distretto della sua Corte d’appello. Fu per questo che, al fine di tagliare la testa al toro, il Ministero delle Finanze volle ‘chiudere’ il conflitto tra Autonomie locali e Stato, comportandosi secondo l’ottica per cui, quando la posta in gioco sia il recupero del gruzzolo sottratto al Fisco, è auspicabile che enti territoriali ed Amministrazione centrale collaborino. Come? Gestendo uno scambio di informazioni reciprocamente utili, giustificati dalla concreta esigenza del perseguimento di un’autentica lotta all’evasione.
E così incrociare i dati relativi ai contribuenti dovrebbe diventare uno dei metodi più efficaci per ottenere informazioni sui residenti. E la banca-dati ‘Siatel dell’Agenzia delle entrate riesce a far recuperare le imposte evase localmente. Il principio è stato stabilito grazie ai contenuti di un’indagine svolta su di alcune centinaia di Comuni. Fra quelli interpellati, i referenti politici di oltre il 90% di quelli capiluogo hanno dichiarato di utilizzare il data-base per avere lumi sugli immobili. Infatti tutte le transazioni concernenti compravendite, donazioni, etc., confluiscono necessariamente nelle dichiarazioni dei redditi (essendo stipulate con atto pubblico notarile) e nel Registro immobiliare mentre la cessione di case può sfuggire proprio al Comune che, spesso, non sa se esse siano utilizzate o sfitte o addirittura se esistano, perdendo – di conseguenza – le relative imposte. A ‘Siatel’ sono connesse alcune diecine di migliaia di operatori di enti locali territoriali.
Resta da vedere come reagiranno i Comuni meridionali, in particolare quelli molisani (dove l’amministratore ‘conosce’ tutti, compresi i suoi elettori) a questo scambio di informazioni che comporterebbe guadagni reciproci. Per conseguirli, l’Age – sin dal 2005 – sbloccò la possibilità di effettuare segnalazioni all’Amministrazione tributaria centrale su possibili elusioni od evasioni. E, per incentivare i Comuni alla ‘delazione’, intese di dovere somministrare il 30% del gettito recuperato, ponendo a disposizione – nel contempo – la possibilità di accesso a dati quali utenze di luce e di gas, bonifici per le ristrutturazioni, etc., in modo da facilitare la caccia al reddito immobiliare nascosto. Il piano tra Regioni, Comuni ed Agenzie aveva l’obiettivo di ridurre l’alto tasso di evasione nel Paese dove, se la percentuale di Italiani a rischio-povertà cresce, lievita pure la ricchezza di alcuni.
Ma occorrerebbe che le segnalazioni antievasione dei Comuni alle Entrate diventassero sistematiche, viaggiando via-web, mentre i Palazzi civici, attraverso il canale-Siatel, avrebbero accesso – in modalità protetta e tracciata – ai dati dell’Anagrafe tributaria riguardanti i contratti di somministrazione di luce, di gas e d’acqua, quelli di locazione, i bonifici bancari e postali per le ristrutturazioni edilizie e le informazioni sulle denunce di successione di immobili. Incrociando tali informazioni gli Enti verificherebbero le varie posizioni contributive, segnalando tutti gli elementi utili alla lotta dell’evasione. Secondo le stime-Anci, ove i Comuni contribuissero al recupero dell’evasione, potrebbero percepire una quindicina di miliardi di euro. Ma, ciò nonostante, non pare che la politica locale reagisca positivamente al canto delle Sirene dell’Agenzia. E ben se ne comprende il perché. Cosa direbbe l’elettore se venisse a sapere che la persona per cui ha votato ha fatto la ‘spia’?
Claudio de Luca
