MONTENERO DI BISACCIA. Insegnare ai bambini a leggere e scrivere? Tutti abbiamo familiarità con le carte illustrate dell’alfabeto italiano, dove una tenera apetta ha insegnato a noi – e poi ai nostri figli e nipoti – la lettera “a” e la sua grafia in stampatello e in corsivo, in maiuscolo e in minuscolo, e così via per ogni altra lettera.
Per i nati a Montenero, però, la Biblioteca digitale molisana “Paterno” di cui già più volte abbiamo parlato ha messo a disposizione – in modo scherzoso e da non intendersi come sostitutivo degli strumenti didattici convenzionali – il “Primo abbecedario montenerese”. Nasce e prende forma dalla mente di Lorenzo Di Stefano, primo e principale ideatore e curatore dell’archivio telematico su cui questa divertente risorsa fa capolino fra gli scritti dei più illustri autori storici molisani.
L’abbecedario è composto da 21 schede, corrispondenti alle altrettante lettere dell’alfabeto, ciascuna con la sua bella illustrazione e il relativo nome in dialetto montenerese. Una lingua sempre più in disuso, che magari i bambini insieme ai genitori possono rispolverare e preservare ancora oggi.
E così la “A” non è più l’iniziale dell’ape, ma dell’appundizzalapps (il temperamatite), la “F” è una furcine (forchetta), la “Q” i quatrine (quattrini, soldi). Non vi sveliamo di più per non rovinarvi la sorpresa e il divertimento!
Chi ha voglia di tornare con la mente all’infanzia, o chi vuole giocare coi propri figli in modo inconsueto, specie approfittando del periodo di chiusura in casa, può consultare (e perché no: scaricare e stampare!) l’abbecedario QUI.