martedì 16 Dicembre 2025
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La zona di Pozzo Dolce merita di meglio

TERMOLI. C’è sempre una verità nel mezzo, chi sporca e chi non controlla a dovere e bonifica. E nel mezzo è il degrado che regna sovrano.

Bottiglie di birra in frantumi, cartacce e plastiche varie, escrementi umani, lattine, canne di bambù alte oltre tre metri e rovi che impediscono il passaggio, questo è lo scenario di Pozzo Dolce che si presenta al cittadino e al turista. Quella che dovrebbe essere un’area di ristoro e intrattenimento, nonché un importante e sicuro collegamento tra Piazza Sant’Antonio e il lungomare Cristoforo Colombo, è diventato un luogo di bivacco maleodorante ed impenetrabile. La situazione è veramente incresciosa; gli scivoli predisposti al fine di abbattere le barriere architettoniche, sono impraticabili a causa della crescita incontrollata della vegetazione che li invade, rendendo il passaggio impossibile a chiunque, ed in particolar modo a persone con disabilità o difficoltà motorie, come gli anziani. La totale non curanza e assenza di manutenzione del luogo, che dista meno di cento metro metri dal Corso principale e dal Municipio, non fa di certo fare una bella figura alla cittadina, soprattutto in questo periodo di grande affluenza turistica.

Il totale abbandono della struttura porta con se delle ulteriori problematiche delle quali si è già accennato in precedenza, con particolare riferimento alla presenza di senzatetto, i quali stante la situazione e per necessità, vi sostano in tutto l’arco della giornata, con la conseguenza non solo di aumentare la sporcizia, ma anche di rendere il passaggio meno sicuro, principalmente alle categorie più vulnerabili, che comprensibilmente sono restie ad attraversarlo non accompagnate, soprattutto al calare della sera, dato che il luogo è privo di illuminazione artificiale.

La situazione attuale di Pozzo Dolce è, dunque, quella di un sito abbandonato a sé stesso, che da comodo collegamento e piacevole zona di svago, si è trasformata in una sporca foresta in miniatura nel centro della città. Eppure, basterebbe un minimo sforzo per renderlo almeno fruibile.