sabato 24 Gennaio 2026
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Buon sangue non mente, Giuseppe Caterino pronto a rinverdire i fasti di papà Giovanni

TERMOLI. Buon sangue non mente. Senza dubbio. In casa Caterino ricomincia l’avventura in modo “serio”. Se Giovanni, ora 51enne, ha appeso gli scarpini ai chiodi da tempo, dopo una carriera lusinghiera, il figlio Giuseppe è tra i nuovi acquisti del Vastogirardi, in serie D, proveniente dalla Vastese. 

«Giuseppe è classe 2005, arriva dalla società abruzzese della Vastese Calcio 1902. Il ragazzo è un difensore di ruolo terzino sinistro, giovane promettente e che può dare manforte al reparto difensivo», ha sottolineato la società altomolisana nel renderne noto l’ingaggio.

Ma Giuseppe è un termolese doc, vive a Colle della Torre, con la famiglia, e proprio sulle orme di papà Giovanni vuol farsi strada nel difficile mondo del calcio, ma per conto suo, affidandosi alla sua professionalità e al suo talento, senza scorciatoie, come ci ha ribadito la madre, Amelia Onza, imprenditrice napoletana che a sua volta ha scelto la nostra città per vivere con la sua famiglia. 

Sin da piccolo Giuseppe ha seguito le vicende calcistiche del padre e di conseguenza se n’è appassionato, senza alcuna imposizione. È stata una cosa naturale. Ha lo stesso piede del padre e lo stesso ruolo, perché sono tutti e due mancini. Giuseppe è dotato di una grande progressione e, quindi, ha una corsa importante. Quando giunge sotto porta, sulla fascia è bravissimo nel fare i cross, infatti negli assist riesce sempre a far finalizzare, quando chiaramente è possibile. È una sicurezza in quel ruolo perché ha un recupero importante. È tecnicamente, almeno per quello che dicono che ci sta. È chiaro che il ragazzo deve crescere, ed è molto volenteroso. Giuseppe non esce durante la settimana, sa quali sono i sacrifici anche quando stava a Vasto piuttosto che adesso, pur non avendo il controllo dei professionisti sapeva che doveva preservare la sua incolumità fisica. Un esempio, il papà gli diceva che i giocatori non dovevano fare cose a rischio, quindi lo scooter o qualsiasi cosa di non sicuro la evitava e la evita tuttora. 

«Cerca di seguire già da tempo le regole e i sacrifici dello sport. Con il padre si confrontano continuamente, dopo ogni partita c’è la disquisizione tecnica su quello che ha fatto, su quello che conviene fare. Stiamo cercando di farlo camminare senza nessuna spinta da parte delle conoscenze che si possono avere. Vogliamo che si faccia strada con la preparazione. È stato campione regionale a Vasto e chiaramente questa cosa l’ha caricato», ha sottolineato Amelia.

Per chi non lo ricordasse, il papà Giovanni, nato a Milano nel 1972, ma da genitori molisani, termolesi e sammartinesi; ha avuto un passato da calciatore in categorie professionistiche serie B, serie C1 e serie C2; queste le squadre con cui ha giocato, ha iniziato con la Solbiatese, poi Siracusa, Palermo Lucchese, Fidelis Andria, Benevento, Arezzo, Crotone, Catanzaro, Vittoria e Torres Sassari e ha chiuso la sua carriera a Termoli, rimanendo poi negli ambienti calcistici come osservatore e ds.