mercoledì 21 Gennaio 2026
Cerca

Si estende sempre più la rete dei Comuni Plastic Free in Molise

MOLISE. È incessante l’attività dei referenti di Plastic Free Onlus che continuano il lavoro rapporti e sinergie con i comuni molisani.

Pochi giorni fa è stata la volta del Comune di Guardiaregia che grazie alla disponibilità del Sindaco e di tutta l’Amministrazione comunale si è giunti alla ratifica del protocollo d’intesa, insieme all’Avv. Giuseppe Fabbiano, Vice Referente Regionale Molise-Abruzzo di Plastic Free e alla dott.ssa Eleonora Silvestri Referente di Campobasso. Con la sottoscrizione del protocollo si dà il via a numerosi eventi di natura volontaristica, che coinvolgeranno gli alunni delle scuole di vario ordine e grado, così come appuntamenti di Clean Up o passeggiate ecologiche tra i bellissimi panorami della montagna molisana, ed altri progetti che verranno presentati nei prossimi mesi che vedranno la collaborazione diretta anche di altre realtà locali. Tra gli strumenti normativi in tema di economia circolare spunta il sottoprodotto, secondo l’art. 184 bis D.Lgs. 152/2006 (Testo Unico Ambientale), da leggere insieme al D.M. 264/2016.

“Il sottoprodotto è lo scarto di produzione che se soddisfa le condizioni di cui all’art. 184-bis D.Lgs. 152/2006 può essere gestito come un vero e proprio bene e non come rifiuto. Insieme all’End of Waste (il processo attraverso il quale il rifiuto cessa di essere considerato tale) rappresentano la sintesi dell’economia circolare. Lo scopo del sottoprodotto è diminuire lo sfruttamento delle materie prime convenzionali attraverso l’impiego di scarti di produzione, che l’imprenditore non ancora tratta come rifiuti, in virtù di un risparmio di risorse ambientali ed economiche.” 

Prosegue l’avvocato “I presupposti stabiliti dalla legge affinché gli scarti di produzione possano essere trattati come sottoprodotti sono i seguenti:

1) la sostanza o l’oggetto è originato da un processo di produzione, di cui costituisce parte integrante, e il cui scopo primario non è la produzione di tale sostanza od oggetto.

2) È certo che la sostanza o l’oggetto sarà utilizzato, nel corso dello stesso o di un successivo processo di produzione o di utilizzazione, da parte del produttore o di terzi.

3) La sostanza o l’oggetto può essere utilizzato direttamente senza alcun ulteriore trattamento diverso dalla normale pratica industriale.

4) L’ulteriore utilizzo è legale, ossia la sostanza o l’oggetto soddisfa, per l’utilizzo specifico, tutti i requisiti pertinenti riguardanti i prodotti e la protezione della salute e dell’ambiente e non porterà a impatti complessivi negativi sull’ambiente o la salute umana.

I requisiti sono molto stringenti e, soprattutto, devono sussistere contemporaneamente, altrimenti lo scarto non può essere trattato come sottoprodotto bensì come rifiuto. La normativa è molto vasta e frastagliata al punto che sono dovuti intervenire due Circolari Ministeriali, la 3084 del 03.03.2017 e 7619 del 30.05.2017, per cercare di dare un contributo interpretativo che, purtroppo, ad oggi sembra non aver dato i frutti sperati. 

Il rapporto tra Plastic Free Onlus e i comuni, sia molisani che di tutto lo stivale, è importante affinché insieme si possa dare un contributo fattivo per l’ambiente, che sia anche un “seme” in più del previsto.  È in questo solco che si colloca il contributo incessante dei referenti dell’associazione e dei volontari che decidono di dedicare un piccolo spazio del loro tempo al nostro pianeta e, soprattutto, alla sostenibilità della vite di tutti.

Nelle scorse ore il Comune di Fossalto e Plastic Free Onlus, per il tramite del Sindaco sig. Saverio Nonno e l’Avvocato Giuseppe Fabbiano, Vice Referente Regionale Molise-Abruzzo di Plastic Free, hanno siglato il protocollo d’intesa, gratuito, con cui mettere in campo azioni di sensibilizzazione e attività di tutela ambientale. Per questo traguardo è importante richiamare la disponibilità e la sensibilità non solo del Sindaco ma anche di tutta l’Amministrazione comunale, che ha deciso di sposare la causa.

Con la sottoscrizione del protocollo si dà il via a numerosi eventi di natura volontaristica, che coinvolgeranno gli alunni delle scuole di vario ordine e grado, così come appuntamenti di Clean Up o passeggiate ecologiche tra i bellissimi panorami della montagna molisana, ed altri progetti che verranno presentati nei prossimi mesi che vedranno la collaborazione diretta anche di altre realtà locali.

“Si sente parlare spesso di economia circolare come comportamento/azione che porti ad una riduzione del materiale (scarti – rifiuti) diretto alla fase del riciclo, all’insegna di un suo riuso, in base al principio di prevenzione introdotto dalla Direttiva 2008/98/CE (Direttiva “rifiuti”). La normativa prova a venire in aiuto attraverso una serie di istituti, tra i quali è importante richiamare il cd. End of Waste (più semplicemente “Cessazione della qualifica di rifiuti”), definito dall’art. 6 della “direttiva rifiuti”.

In questi casi, quando ci si attiene alle disposizioni di legge, quello che prima era un rifiuto viene trattato come nuovo prodotto, una volta sottoposto ad apposita procedura di recupero. L’art. 184 ter del Testo Unic Ambientale (D.Lgs. 152/2006), intitolato proprio Cessazione della qualifica di rifiuti, stabilisce la possibilità per un rifiuto di cessare di essere considerato e trattato in tal modo solo in determinati casi.

Il comma 1 introduce proprio i requisiti che devono sussistere, contemporaneamente, affinché si possa parlare di End of Waste, e sono:

a) la sostanza o l’oggetto sono destinati a essere utilizzati per scopi specifici; 

b) esiste un mercato o una domanda per tale sostanza od oggetto; 

c) la sostanza o l’oggetto soddisfa i requisiti tecnici per gli scopi specifici e rispetta la normativa e gli standard esistenti applicabili ai prodotti; 

d) l’utilizzo della sostanza o dell’oggetto non porterà a impatti complessivi negativi sull’ambiente o sulla salute umana.”

Conclude l’Avvocato: “affinché la qualifica di rifiuto possa cessare, sono necessarie delle specifiche attività di recupero attraverso impianti di trattamento, in base alla natura del rifiuto stesso. Per il via libera all’installazione di un impianto di tale portata l’interessato è necessario un apposito procedimento autorizzativo ambientale, che coinvolga le amministrazioni competenti, oltre ad un parere “caso per caso” obbligatorio e vincolante delle Agenzie Ambientali quali, ad esempio l’Arpa, come sancito dalla legge n. 108 del 29.07.2021.”