TERMOLI. Per fare il brodetto ci vogliono pesce fresco e anche i prodotti genuini della terra.
Non sarà questo il motivo per cui la categoria degli armatori e dei pescatori ha sposato la causa della protesta del mondo agricolo, ma è il segnale di come, per terra e per mare, si coltivano i prodotti di eccellenza che hanno fatto affermare il Made in Italy in tutto il mondo.
Megafoni e striscioni, bandiere e trattori in corteo, paralizzando il traffico cittadino, hanno fatto traslocare la protesta dei coltivatori da piazza Giovanni Paolo II al porto di Termoli, dove in perfetta assonanza anti-tecnocrazia europea, entrambe le categorie, ittica e agricola, si sono schierati contro scelte definite scellerate.
Il motto è quello dei “grilli per la testa” dell’Europa, ma la critica severa e profonda è verso la consacrazione di un modello sempre più lontano dalla tradizione.
Ad attenderli Paola Marinucci, Domenico Guidotti, Fulvia Verlengia, componenti degli equipaggi e armatori, a riposo dopo i quattro giorni trascorsi in mare, così come era della partita il presidente del Mam, Ivano Zara.
Uno dopo l’altro, in tarda mattinata, i trattori sono sbucati da viale Marinai d’Italia, dopo aver percorso via America, Madonna delle Grazie, via Martiri della Resistenza, via Corsica e imboccata la strada verso lo scalo portuale.
All’arrivo della colonna mobile, che abbiamo documentato anche oggi in diretta Facebook come ieri, dai motopescherecci sono partiti gli echi delle sirene, che uniti ai clacson dei gommati hanno prodotto un concerto di dissenso verso le politiche comunitarie.
Presenti a garantire l’ordine pubblica e la disciplina della circolazione, Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia costiera a Polizia municipale.
