martedì 20 Gennaio 2026
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«Garantiremo i Livelli essenziali di prestazioni a tutto il Paese», dentro l’autonomia differenziata

SAN GIACOMO DEGLI SCHIAVONI. «Maggioranza compatta sul progetto di legge ordinamentale dell’autonomia differenziata, ma c’è anche da riconoscere il ruolo assunto da Fratelli d’Italia, appena giunto il testo Calderoli, ci siamo interrogati e messi subito al lavoro per le opportune modifiche, che peraltro sono state frutto anche di accoglimento di ben 47 emendamenti dell’opposizione sui 90 complessivi».

Respinge le critiche che sono alimentate a suo dire dal momento pre-elettorale il senatore Costanzo Della Porta, relatore del progetto di legge nell’aula di Palazzo Madama, che al ritorno dagli impegni parlamentari ha incontrato la stampa a San Giacomo degli Schiavoni, dov’è ancora sindaco, eletto prima nel 2016 e quindi nel 2021 per un secondo mandato.

«Unità e coesione nazionale, ruolo del Parlamento e aiuto per le regioni svantaggiate fisicamente erano i nostri tre capisaldi e sono stati tutti e tre raggiunti». A chi fa notare che l’esultanza dei leghisti è stata plateale, Della Porta sottolinea che forse avrebbero potuto assumere un atteggiamento più morigerato. Oltretutto, come fatto anche in passato, ha smentito categoricamente che l’autonomia differenziata sia frutto di baratto col premierato. «Entrambe queste proposte erano fissate al punto tre del nostro programma di coalizione».

L’obiettivo ora, di lungo respiro, è quello di garantire i Lep, livelli essenziali di prestazioni, che dal lontano 2001, anno della riforma costituzionale di centrosinistra si attendono come sigillo del regionalismo. «I Lep saranno garantiti su tutto il territorio nazionale. Lo dobbiamo agli italiani, non ci sarà più un criterio della spesa storica a dettare gli interventi di diritti e bisogni del Paese, ma si valuteranno i fabbisogni standard». 

Sono ben 23 le materie che le Regioni potrebbero chiedere di gestire in modo autonomo e a Della Porta non spaventa nemmeno il rischio che non ci siano professionalità tali nella pubblica amministrazione, non soltanto, ma questo percorso porterebbe anche a una maggiore responsabilizzazione degli stessi amministratori.