CAMPOBASSO. Nella giornata di martedì 13 febbraio 2024 i Carabinieri della Stazione di Trivento hanno dato esecuzione ad un’ordinanza emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Campobasso su richiesta di questa Procura della Repubblica, per l’applicazione della Misura Cautelare – prevista dal combinato disposto di cui agli artt. 273, 274, 275, 275bis e 282 ter C.P.P. – del divieto di avvicinamento alla persona offesa.
La misura in questione è stata applicata ad un 46enne gravemente indiziato del reato di atti persecutori, perpetrati nel tempo con minacce gravi indirizzate alla ex compagna, culminate con una grave aggressione fisica. Invero, dalla decisione della vittima di interrompere il rapporto sentimentale, non condivisa ed accettata dall’uomo, questi ha iniziato a porre in essere una serie di comportamenti vessatori che hanno creato un perdurante stato di agitazione nella vittima. Le minacce erano diventate sempre più significative sia per il tono degli audio inviati che per il contenuto ed infine, durante l’ennesima discussione, l’uomo aveva colpito la donna al volto con diversi schiaffi e tirate di capelli costringendola a fuggire e trovare riparo da un parente.
L’attività investigativa esperita dai Carabinieri, coordinati da questa Procura, ha consentito di ricostruire il fatto anche attraverso alcune testimonianze raccolte tra i conoscenti della vittima. Il Giudice per le Indagini Preliminari, condividendo le richieste di questa Procura, ha ritenuto indispensabile l’applicazione delle particolari modalità di controllo previste dall’art. 275 bis c.p.p., tanto che all’uomo è stato applicato il c.d. braccialetto elettronico, che consentirà una più agevole vigilanza, monitorando eventuali avvicinamenti alla vittima in un raggio d’azione inferiore al chilometro.
La vicenda in questione rappresenta l’ennesimo episodio di una tipologia delittuosa che emerge sempre più ricorrentemente ed il cui contrasto capillare, tra gli obiettivi di questa Procura, è doveroso e necessario anche al fine di prevenire più gravi reati, tant’è vero che, nell’anno in corso, numerose sono state le attività di indagine inerenti al c.d. “Codice Rosso” trattate dai Comandi e Reparti dell’Arma dislocati nel territorio della provincia di Campobasso.
