TERMOLI. Primi tasselli del mosaico investigativo messi al loro posto dalla Procura di Larino, nella giornata di ieri, sull’omicidio del 38enne bracciante bulgaro, trovato agonizzante in contrada Melanico nella notte tra mercoledì e giovedì e poi deceduto nel successivo trasporto in ambulanza all’ospedale San Timoteo di Termoli.
Nel tardo pomeriggio di ieri, infatti, è stata eseguita l’autopsia sulla salma dell’uomo dell’Est, che ha confermato la causa della morte, ossia colpi violenti alla testa, infertigli con un corpo contundente non liscio. Tre colpi con cui è stato ridotto in fin di vita e ora l’interesse degli inquirenti è rivolta tutta a cercare l’arma del delitto.
Indagini che proseguono senza alcuna tregua, troppo grave il fatto di sangue avvenuto nel basso Molise, probabilmente a margine di un tentativo di furto di attrezzature agricole in un podere quasi al confine con la Puglia. I Carabinieri del nucleo investigativo di Campobasso e i colleghi della compagnia di Larino stanno passando al setaccio ogni aspetto della vicenda, sentendo quante più persone possibili, che possano rendere informazioni utili ad accertare presenze e responsabilità.
L’autopsia è stata compiuta all’obitorio dell’ospedale San Timoteo di Termoli, dove il cadavere del 38enne è stato ricomposto, dopo l’arrivo ormai senza vita di due notti fa.