TERMOLI. Inizia questa sera, martedì 6 febbraio, il Festival di Sanremo. Arrivato alla sua 74esima edizione, il festival negli anni è stato il trampolino di lancio di tanti artisti della scena panoramica della canzone italiana.
Sono tanti coloro che aspettano la settimana sanremese. Sono tanti anche quelli che dicono di cambiare canale, di non guardare il festival.
C’è chi lo ama e chi lo odia. Chi lo guarda e chi no, e poi ci sono quelli che dicono di non guardarlo ma il giorno dopo canticchiano i vari ritornelli delle canzoni che più rimangono impressi.
Nel corso della prima puntata, che vedrà Marco Mengoni nelle vesti di co-conduttore, ci sarà un omaggio a Toto Cutugno, scomparso nel 2023, mentre ospite a sorpresa ci sarà la campionessa di sci Federica Brignone. Oltre a lei, Amadeus converserà con la madre di Giogiò, il giovane musicista napoletano ucciso da un killer di 16 anni. Alle due della notte verrà comunicata la vetta della classifica, i primi 5 posti definiti dal voto delle due sale stampa.
Abbiamo chiesto ad alcuni ragazzi appassionati del bel canto e della bella musica, cosa ne pensano di Sanremo e se lo guarderanno.
Un pubblico di giovani musicisti locali che guardano alla musica sotto altre vesti e con un orecchio diverso da chi non è intenditore.
Sono giovani che hanno frequentato o frequentano i conservatori, che di musica, insomma, ne capiscono.

«Il festival dell’autotune. Lo guarderò solo per rendermi conto di quanto la musica sia caduta in basso. Sanremo, ormai riversa il suo spettacolo in artisti che non sono trasparenti! Perché utilizzo il termine trasparente? Perché guardando video risalenti ad anni fa, si evince che un festival con l’importanza come quella di Sanremo dava spazio a musicisti/cantanti di un elevato spessore, invece oggi siamo costretti ad ascoltare cantanti con voci modificate pertanto penso che sia come una partita di calcio con i veri cantanti in panchina. L’unico vero artista di questo festival è sinner che ha rifiutato l’invito».
L’autotune ha segnato un prima e un dopo nel mercato musicale. Basta tornare al 1998 e ascoltare la voce di Cher, che dopo 36 secondi arriva quel “I can’t break through” metallico che taglia i timpani. “Believe” di Cher diventa un successo.
Ma da sempre l’Auto-Tune è stato marchiato come strumento disumanizzante per artisti stonati.
Per altri ragazzi “Il festival è un furto. Ed anche un utilizzo sbagliato dei fondi del canone Rai”.
«Il vero artista a Sanremo muore. Sanremo ormai è diventato una vetrina solo per chi ha la possibilità di andarci. Un business malato con gente poco competente».
«Sanremo ha esaurito il suo ruolo storico, ormai, è un vetrinone e un’occasione per fare una settimana di spettacolo. Sicuramente niente a che vedere con il festival delle origini, e non solo nei contenuti. Per quanto mi riguarda, Sanremo guarderà me che dormo sul divano davanti al camino!».
Anche gli adulti, però, la pensano come loro. Non a tutti piace la proposta musicale degli ultimi Sanremo. Ma la musica, si sa, non ha età. Sanremo divide ma a volte unisce. Perché si sa Sanremo è Sanremo.
