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domenica 7 Dicembre 2025
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Aristotile: «La minoranza non ha responsabilità sulle dimissioni del sindaco»

GUGLIONESI. La notizia delle dimissioni del sindaco Tomei è stata un fulmine a ciel sereno per la comunità di Guglionesi. A soli 9 mesi dal suo insediamento e dopo qualche ora dal Consiglio comunale, in cui la minoranza chiedeva le dimissioni della presidente Arielli.

Come un colpo di scena, invece, è stato Tomei a rassegnare le dimissioni nelle mani della vice segretaria comunale, subito dopo l’assise. 

Il primo cittadino, però, è stato ricoverato in ospedale in seguito a un malore avvenuto proprio dopo il Consiglio.

Nella sua lettera, in cui spiegava le motivazioni di questa sua ponderata scelta, Tomei ha dichiarato che la “decisione scaturisce dalle precarie condizioni ambientali generali, sia strutturali che politiche, che non consentono di svolgere l’importante e delicato mandato con la necessaria serenità e tranquillità”. 

Per poi proseguire, affermando di aver “ereditato un contesto amministrativo alquanto insufficiente e caotico”.

Un riferimento, quindi, oltre che alla sua attuale maggioranza anche alla precedente, quella dell’amministrazione Bellotti.

Così, raggiunto telefonicamente dai nostri microfoni, abbiamo ascoltato l’attuale consigliere di minoranza Pino Aristotile, che sentendosi chiamato in causa con la passata amministrazione, ha deciso di rispondere a queste “insinuazioni”.

«Prima di rispondere a queste insinuazioni, voglio esprimere la mia vicinanza al sindaco Tomei. Mi auguro che il suo stato di salute vada a migliorare ora per ora. Mi spiace per come la situazione sia terminata, ma voglio precisare che la minoranza non ha responsabilità sulle dimissioni del sindaco. Si avvertivano sensazioni già da un certo periodo, anche se dal mio punto di vista, durante la campagna elettorale, avevo visto omogeneità in quel gruppo ma che tale forse non era. Forse sono stati spinti dal vento del centrodestra che si assestava in tutto il territorio. Una spinta forte che, però, non è stata sufficiente. Forse non sono, oggi, omogenei neanche per prendere un caffè».

Un messaggio forte da parte del consigliere Aristotile che ha parlato anche della mancanza di personale nel comune di Guglionesi, a partire dai vari segretari comunali che si sono succeduti in 9 mesi, ai pensionamenti e ai concorsi che dovevano essere indetti.

«Durante il nostro mandato, la casa comunale ha visto il pensionamento di tanti dipendenti. Abbiamo cercato di provvedere con dei concorsi. Forse qualcuno dimentica che ci sono state problematiche serie che hanno fatto subire dei rallentamenti, che non vogliono essere giustificazioni. Covid e sisma che non ci hanno fermati e oggi, i lavori riemergono, ed è sotto gli occhi di tutti. Questa maggioranza sta utilizzando il nostro Dup, si vede dalle opere in corso che sono dell’amministrazione Bellotti. I processi vanno governati, i processi vanno gestiti. Abbiamo sistemato la faccenda del personale facendo concorsi, come quello per tre unità della Polizia locale, abbiamo sistemato l’area ragioneria, con diversi passaggi di dirigenti, gli uffici tecnici erano nella giusta dotazione, con l’ufficio tributi avevamo aperto una collaborazione con una cooperativa, nell’ufficio anagrafe era stato assunto un altro dipendente, dopo i vari pensionamenti. Quando siamo andati via noi c’era il segretario comunale, il responsabile dell’ufficio finanziario, e quindi, come vedete, tutti i settori erano coperti».

Ognuno al proprio posto fino all’insediamento della nuova amministrazione. Cosa è successo dopo prova a spiegarcelo Aristotile.

«Non so per quale motivo si senta vociferare che ci siano state inadeguatezze tra politica e personale. Però bisogna sottolineare che i dirigenti vengono nominati dal sindaco. Quindi c’era tutta la facoltà di sistemare le cose. Avevamo predisposte ulteriori assunzioni che, probabilmente, verranno fatte nel 2024 perché da quello che mi risulta ci sono ancora 6 posizioni lavorative scoperte. Abbiamo lasciato un avanzo di amministrazione di 750mila euro che, forse, potevano essere usati nel sociale. Così come i soldi utilizzati dal sindaco per il suo staff e per il comparto della comunicazione, dove il personale prende circa 30mila euro all’anno. 

Il cittadino deve essere messo in primo piano, e in questo periodo sono tanti coloro che avrebbero potuto usufruire di quei fondi.

La politica deve aiutare ed ha il ruolo e l’obbligo di farlo, La loro inadeguatezza non è giustificabile, e non è giustificabile puntare il dito contro altre maggioranze, perché altre maggioranze, nel bene o nel male, sono arrivate al termine del loro mandato».

Sottodimensionamento del personale che, quindi, non è dovuto e causato da chi ha governato prima di loro. Del perché di questa mancanza di personale, però, non è dato sapere. Non lo sanno neppure i consiglieri di minoranza. 

«Ci saranno, forse, motivi personali- continua Aristotile- ma non si può nascondere quello che succede in comune ai cittadini. La gente ha diritto di sapere, di essere informato. Il comune è la casa di tutti i cittadini, non dimentichiamolo mai e il termine Polis rappresenta questo, ed è un termine nobile che oggi facciamo fatica a farlo riaffermare».Il comune è la casa di tutti i cittadini, non dimentichiamolo mai e il termine Polis rappresenta questo, ed è un termine nobile che oggi facciamo fatica a farlo riaffermare».

Ogni area dei servizi della casa comunale, dunque, con l’amministrazione Bellotti era completa, con dirigenti e personale. E sul Consiglio comunale di lunedì, dove Aristotile ha partecipato in videoconferenza, poiché impossibilitato in presenza a causa di motivi personali, non si è risparmiato, ed ha rincarato la dose.

«Non è corretto fare pensieri strani su quello che è accaduto ieri al Consiglio. La certezza, però, è una ed è quella di averci impedito il dialogo e il confronto. Noi non avremmo comunque avuto i numeri per votare le mozioni, ma avremmo voluto spiegare quello che stavamo proponendo. Dal mio punto di vista, ieri sera, sono voluti sembrare squadra omogenea. C’era da difendere una persona che rappresenta e ricopre un ruolo, e questo hanno voluto fare. Questa cosa rammarica, perché siamo stati privati di un confronto. La politica insegna questo, i numeri determinano le scelte, ma il confronto ci deve essere anche perché il cittadino vede questo e si crea confusione». 

Un punto all’ordine del giorno dell’assise di lunedì prevedeva il volontariato, con la proposta della maggioranza di istituire una sorta di dopo scuola per ragazzi e studenti che ne avessero bisogno, con l’aiuto di semplici volontari e non con le associazioni. Iniziativa lodevole che, però, per i consiglieri di minoranza poteva diventare un’arma a doppio taglio.

«Credo che questo tipo di iniziative debbano essere fatte da associazioni iscritte al terzo settore. Che sanno come muoversi. Ci sono dati sensibili che non possono essere lasciati alla mercé di singoli individui. Anche per quanto riguarda le tariffe dei trasporti noi abbiamo chiesto l’adeguamento in base alle esigenze e all’Isee delle famiglie coinvolte. Chi ha tanto paga tanto, chi ha poco paga poco. Neanche a questo hanno voluto dare una risposta». 

Abbiamo salutato il consigliere Aristotile chiedendo se la politica sia sempre stata sporca o sia solo di questo periodo.

«Credo che in contesti come quelli attuali e soprattutto locali, la politica stia perdendo la centralità, producendo visibili mutamenti. Causando disaffezione, alimentando un diffuso sentimento antipolitico. Sempre più spesso si parla di “fine della politica” o “politica sporca”. Basta guardare i dati, anche locali, di chi esprime il proprio consenso alimentando il termine “astensionismo”».