giovedì 15 Gennaio 2026
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Crisi politica a Guglionesi, Del Peschio e Ciccarone: «Storia di ordinaria follia»

GUGLIONESI. Nel dibattito sulle dimissioni del sindaco Antonio Tomei e sulla presa di posizione della maggioranza, intervengono i consiglieri di opposizione Gianfranco Del Peschio e Gianni Ciccarone. «Per e per che cosa? E’ una storia di ordinaria follia. La nuova legislatura, avviata da appena 8 mesi, è segnata da una crisi anticipata (con il rischio di commissariamento) a seguito delle dimissioni del Sindaco, procurata dalla sua stessa maggioranza.

Purtroppo, a datare dal 2010, il fenomeno delle maggioranze che si sgretolano ha segnato la vita politica locale condannandola all’immobilismo ed alla inefficienza, i cui effetti devastanti sono sotto gli occhi di tutti. E’ evidente che la causa di questo preoccupante fenomeno è certa visione della politica abile a reclutare persone per lo più inesperte facilmente manipolabili ed usati per scopi diversi rispetto a ciò che dovrebbe essere la strada maestra, il perseguimento del bene comune. A conferma di questa deriva il confronto è diventato sempre più ‘scontro personale’ e invettive contro chi la pensa in modo diverso o chi esprime liberamente le proprie idee esercitando la cittadinanza attiva. Mai confronto civile di idee sulle cose da fare, sulle urgenze da risolvere come accadeva fino a non molto tempo fa. Anzi, la diversità di idee (che è il sale della democrazia) spesso diventa motivo per trasformare le persone in nemici da distruggere, offendere e delegittimare con la calunnia e le bugie seriali. La crisi di questi giorni, seguendo questo copione, è stata preceduta da una campagna di critiche feroci rivolte al Sindaco accusato di manifesta incapacità ed irrimediabile inefficienza (responsabile del male, secondo i novelli ed improbabili Savonarola in salsa locale), quindi di richiesta di dimissioni da parte di esponenti di Guglionesi nel Cuore. Il Sindaco dimissionario, di fronte a questa deriva violenta ed autoritaria, crediamo, dovrebbe doverosamente esplicitare i termini della questione davanti all’opinione pubblica. A tal proposito, per dare una mano al Sindaco, la minoranza ha presentato formale richiesta di convocazione di un Consiglio Comunale tematico sulla situazione politica locale e sulle responsabilità di chi ha voluto la crisi. 

Rimane il fatto sconfortante di assistere ad una politica che ricorda i capponi di Renzo che si beccavano l’un l’altro senza rendersi conto del destino che li attendeva ma a differenza di quei poveri pennuti a Guglionesi tocca un destino meno appetitoso, una crisi senza precedenti. Per contro, la situazione reale, dal punto di vista economico sociale è investita dal ritorno dell’emigrazione e dalla denatalità e, quindi, dalla diminuzione della popolazione tornata ai livelli del 1871. Fenomeni negativi che stanno scavando un solco profondo nella società guglionesana portandola verso una deriva di desertificazione sociale ed economica. Effetto, anche, di una politica che con i tagli indiscriminati alla spesa e l’austerità imposta dai governi centrali e regionali ha generato un generale impoverimento dei territori più periferici.

Ma come ha reagito chi ha avuto la responsabilità di dirigere la politica locale a Guglionesi?

I fatti, al di là della narrazione propagandistica ci dicono, documenti alla mano, di una storia fatta di: Riduzione ed eliminazione di servizi; Aumento della tassazione locale; Macchina amministrativa fuori controllo ed inadeguata rispetto i compiti di un comune moderno ed efficiente.

Guardando i fatti, senza tema di smentita, possiamo affermare che la politica locale è stata travolta dalla divisione, dal dilettantismo ed improvvisazione con il risultato di aver creato una situazione drammatica con un Comune gravemente deficitario di personale amministrativo, con un bilancio a rischio dissesto e con i servizi ridotti al minimo.

Toni forti e bugie seriali, usate per nascondere il vero ed unico obiettivo che muove qualcuno (il boia che indossa la maschera della vittima non la beve più nessuno), rendono evidente il dato che non ci possiamo più affidare a liste composte da improvvisati viandanti della politica (pronti ad essere candidati da tutto l’arco parlamentare, il trasformismo è duro a morire) o, peggio ancora, da scriteriati sfasciacarrozze.

La maggioranza fino all’ultimo consiglio comunale ha votato sempre compatta, anche quando le decisioni erano irragionevoli e persino illegittime. Né risulta dagli atti che gli assessori dissidenti (alcuni, oltre a percepire lauti quanti immeritati indennità, lo sapevano che erano assessori?) abbiano formalmente posto rilievi nell’arco degli ultimi mesi.

Oggi di fronte alle dimissioni del Sindaco costretto dalla guerra di posizione e di logoramento, iniziata dopo gli esiti delle elezioni regionali, Guglionesi nel cuore (non si capisce per conto ed a nome di chi visto che è la lista capeggiata da Tomei!) chiede alla minoranza di prestare i propri numeri per porre fine alla legislatura in una data utile per evitare il commissariamento lungo fino alla primavera 2025. Questo, naturalmente ed a parole, sempre in nome del bene comune citando (a sproposito?) il rischio di non aver la possibilità di accedere alle risorse del PNRR.

Ammesso e non concesso che queste preoccupazioni siamo vere, ci domandiamo cosa impedisce alla maggioranza (invece di comportarsi come i capponi di Renzo!!) di impegnarsi ad evitare il commissariamento? Allo stato ci sarebbero due possibili soluzioni senza tradire il mandato elettorale:

1. Aprire un tavolo di confronto tra i consiglieri di maggioranza per verificare assieme al Sindaco dimissionario la prosecuzione della legislatura invitandolo, innanzitutto, a ritirare le dimissioni. Senza sottostare ai diktat di qualcuno che si atteggia a ‘sposa sedotta ed abbandonata’;

2. Ritiro delle dimissioni, motu proprio, da parte del Sindaco e promuovere un dibattito pubblico coinvolgendo l’intero consiglio comunale e la popolazione.

3. Invece, qualcuno operando un rovesciamento logico, chiede al “DUO STAMPELLA” di prestarsi per attuare disegni ‘personalissimi’ e nel contempo critica la minoranza quale responsabile del malfunzionamento del Comune.

Noi rispondiamo che chi vuol fare l’imprenditore politico dedito a spendere denaro pubblico secondo la propria discrezionalità, lo facesse con le proprie forze ed in ogni caso ricordiamo che proponendosi come leader di Guglionesi nel Cuore ha la massima responsabilità di quanto accaduto a Guglionesi nell’ultimo anno.

Noi, nel caso di commissariamento, ci faremo promotori di una proposta politica di rilancio del paese, selezionando politici competenti e, e soprattutto, disinteressati.

Dopo la catastrofica gestione degli anni di Guglionesi nel Cuore occorre un ritorno alla politica (quella vera con la P maiuscola) impegnandoci a costruire nuovo blocco riformatore, distante e distinto dai cartelli finto-civici degli ultimi anni, consapevoli che occorre una vera e propria discontinuità.

Non tutto è perduto, Guglionesi può rinascere e deve rinascere ma ha bisogno di squadre coese pronte a lavorare per il bene comune sulla base di un piano di azione realistico, condiviso e composto da personalità dotate delle necessarie conoscenze dei problemi sociali ed economici del paese nonché delle competenze amministrative per concretizzare le soluzioni e i cambiamenti necessari per far rinascere Guglionesi».