TERMOLI. Dopo le prese di posizione di ieri di Oreste Campopiano e Patrizia Manzo, arriva il “verbo” di Laura Venittelli, che per la prima volta in questa fase pre-elettorale, dopo aver incontrato giorni fa la segretaria dem Elly Schlein a Vasto, esce allo scoperto rispetto a quanto sta avvenendo sia nel Pd che sul tavolo di centrosinistra (e fuori).
«Termoli si avvicina alle amministrative ed il fermento in città e’ superiore alle attese di qualche mese fa. La voglia di “cambiare registro” si percepisce, si respira! Le politiche fallimentari di Giorgia Meloni e soprattutto del neo Presidente Roberti che, oltre ad aderire convintamente al progetto “ spacca Italia “ dell’Autonomia differenziata, sta assestando il colpo finale a noi molisani ed a noi termolesi aumentando, nella misura che rappresenta il massimo in Italia, le tasse ai cittadini ( addizionale Irpef in deroga al limite previsto dalle norme vigenti) senza garantire, in cambio, i servizi minimi ai cittadini (scuole sicure, viabilità, trasporti, sanità, sostegno alla povertà dilagante che vede ridotta, sempre di più, la “ coperta di intervento”) creano un clima è favorevole alla creazione di una coalizione larghissima che comprenda (Foggia docet) liste e raggruppamenti civici che intendono partecipare “ insieme “, con programma condiviso alla scelta di un candidato sindaco.
Un candidato rispecchi tutte le anime della coalizione che intenda opporre, con il contributo di tutti, a Francesco Roberti un’idea diversa di città. Per fare questo è necessario allargare al massimo la coalizione, senza arroccarsi su rendite di posizione o su scelte fatte al di fuori della discussione con iscritti, partiti , elettori, movimenti del centrosinistra e mondo politico centrista che, tutti insieme, al posto di sigle vuote prive di iscritti e sostenitori, possono mettere non solo il consenso popolare ma , e soprattutto, idee ed una visione di Termoli come città marinara, turistica, e solidale, aperta alla soluzione delle difficoltà dei meno abbienti, aperta alle idee dei nostri giovani che chiedono spazi di aggregazione e spazi culturali sino ad ora negati; una città che si liberi da logiche affaristiche che l’hanno trasformata tanto da renderla, a chi come me l’ama da sempre, quasi irriconoscibile.
Si apra il tavolo politico a tutte le formazioni , ai movimenti civici che da mesi lavorano al programma della città ed anche alle opposizioni presenti al Comune di Termoli che in questi ultimi anni hanno presidiato e denunciato le azioni degli amministratori di cd- Se il Pd, primo partito uscito dalle regionali del 2023 ed il M5s vogliono, assieme a Cd, vincere questa partita possono farlo solo con la condivisione di programmi e candidature al di fuori del tavoli a tre gambe (sostenuto di “sigle”) ma allargandosi, senza imposizioni e preconcetti a tutti coloro che condividono con noi un’idea diversa di città. Solo con un ritrovato spirito di unità si può vincere la partita di una Termoli diversa! Io ci credo e voi Aggiungo questo. Inoltre, perseverando con i tavoli a 2-3 gambe con “sole sigle” e “senza liste con nomi veri” si vuole aiutare il centrodestra».
