CAMPOMARINO. “Qui sosta in silenzio, ma quando ti allontani parla”. Una frase evocativa, che richiama la scritta incisa sulla lapide di una scuola di Amburgo nella quale vennero impiccati venti bambini ebrei, accoglie i visitatori della mostra sulla Shoah allestita a Palazzo Norante dall’Istituzione Centro Servizi Turistici e Culturali del Comune di Campomarino.
Un giardino con 20 rose bianche ospita la lapide di Amburgo, mentre in una sezione della mostra di Palazzo Norante sono riportati i nomi dei bambini accanto a delle rose.
È questa una delle tante storie che si possono scoprire nella mostra multimediale di Palazzo Norante, oltre a venti poesie a tema esposte nei suggestivi locali della biblioteca, libri, testi e spazi dedicati a video interattivi.
L’evento è stato organizzato dall’Istituzione in occasione del 27 gennaio, Giorno della Memoria e 80° anniversario della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz.
Una mostra che offre notevoli spunti di riflessione e che ha suscitato anche l’interesse dell’Istituto Omnicomprensivo di Campomarino.
Circa 100 studenti sono stati ospitati a Palazzo Norante: un’occasione per riflettere sull’importanza della Memoria e sui racconti legati al nostro territorio. Incontri che hanno consentito di approfondire tematiche meno note, tra cui quella dei campi di internamento molisani nei quali furono trattenuti 260 ebrei, 20 dei quali trasferiti ad Auschwitz.
Ad accogliere i ragazzi lo staff dell’Istituzione Cultura e i professori Gianni Inglese e Luigi Pizzuto. Quest’ultimo si è soffermato sull’importanza del ricordo, sottolineando la necessità di ricordare le atrocità dei campi di sterminio e offrendo ai ragazzi spunti di riflessione legati alla musica e all’arte.
“Desidero ringraziare l’Istituzione Cultura di Campomarino – ha spiegato il professor Pizzuto – ormai un punto di riferimento culturale per l’intero territorio, per il grande lavoro che svolge e per essere tra le poche istituzioni che ricorda questa giornata con determinazione”.
Gianni Inglese (membro del Tuskegee Airmen Italy Chapter) si è soffermato sugli aspetti psicologici e caratteriali che inducono l’essere umano a compiere azioni così efferate, proponendo ai ragazzi i celebri esperimenti di Asch e Milgram. Molto toccante è stato il racconto della famiglia di Gianni Inglese, che in Belgio salvò 26 bambini ebrei dai campi di sterminio.
La mostra resterà aperta fino al 29 gennaio dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 19.00. Le visite sono caratterizzate da un percorso pensato per rendere interattiva e immersiva l’esperienza, attraverso materiale espositivo intuitivo che non necessita della presenza di guide.