GUGLIONESI-TORINO. Proseguono le indagini per fare luce sulle cause della morte di Nicola Di Carlo, l’autista del bus precipitato nelle acque del Po a Torino. Tra le ipotesi esplorate dagli inquirenti figurano un possibile malore dell’autista o un guasto tecnico al veicolo, in particolare al sistema di “pilota automatico” o ai freni. Tuttavia, molti torinesi sollevano anche dubbi sulla sicurezza della zona dei Murazzi, ritenuta da alcuni troppo pericolosa e mal protetta.
L’incidente avvenuto nel pomeriggio di mercoledì 26 marzo ha scosso sia la comunità torinese, sia quella guglionesana, da cui Nicola proveniva e dove viveva. Il pullman, che stava andando a riprendere una scolaresca di Milano dalla visita al Museo Egizio, ha sfondato il muro di contenimento lungo il Lungo Po Cadorna, finendo nel fiume. L’attenzione si è subito concentrata sul muro di contenimento che ha ceduto sotto il peso del mezzo: esperti locali hanno sollevato dubbi sulla sua costruzione, criticando l’assenza di ancoraggi adeguati, che potrebbero aver contribuito alla tragedia.
La Procura di Torino ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, al momento senza indagati, affidato al pubblico ministero Rossella Salvati. In queste ore, tutte le ipotesi sono ancora al vaglio degli inquirenti, che lavorano per fare chiarezza sulla tragedia. Per svolgere le indagini, la procura ha anche disposto il sequestro del mezzo, recuperato dai vigili del fuoco. L’autopsia sul corpo di Di Carlo dovrebbe chiarire se la causa della morte sia stata un malore o l’annegamento, mentre le indagini sul pullman proseguono per determinare se un guasto tecnico abbia avuto un ruolo nell’incidente.
Un giallo, tante domande senza risposta e una certezza che sembra farsi largo: Nicola Di Carlo era al posto di guida quando è stato estratto dal bus precipitato nelle acque del Po. Lo avrebbe detto agli investigatori l’unica persona ad averlo visto con certezza: Wilhelm Teli, l’istruttore di canoa che poco dopo le 17:30 di mercoledì si è calato nel pullman e ha estratto l’autista 64enne. Ha provato a salvarlo e non ci è riuscito, ma forse il suo gesto eroico potrà dare una mano alle indagini che stanno cercando di far luce sulla tragedia che ha scosso Torino e ha fatto il giro d’Italia in questi giorni.
L’incidente è avvenuto alle 17:33, quando il bus, che stava percorrendo Lungo Po Cadorna, ha svoltato in piazza Vittorio Veneto e, improvvisamente, è scivolato all’indietro, abbattendo un muretto e finendo nel fiume. L’autopsia e gli accertamenti sulla meccanica del bus sono fondamentali per stabilire se Di Carlo fosse già morto prima di finire nell’acqua o se sia deceduto per annegamento.
L’agenzia funebre Cordisco-Ciccarone è in attesa di comunicazioni formali per poter si recare a Torino e riportare a Guglionesi la salma del 64enne.