venerdì 12 Dicembre 2025
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«Ho combattuto il dolore con il sorriso, la vita va tenuta stretta»

CAMPOMARINO. Ci sono momenti nella vita che segnano, che trasformano, che scolpiscono dentro di noi cicatrici invisibili ma profondissime. Quello che segue è il racconto di una battaglia, ma anche di una rinascita. Quella di Rosa Vaccarella.

«Quando sai quello che vuoi, e lo vuoi con abbastanza forza, troverai il modo per averlo. Io ero perfettamente a conoscenza di quello che volevo, avevo abbastanza forza ma, senza l’aiuto degli angeli del reparto di ematologia dell’ospedale di San Giovanni Rotondo, non ci sarei mai riuscita. Questo non è altro che il succo di quello che, tra alti e bassi, è stato il periodo della mia vita che mi porterò dietro in maniera indelebile.

Difficile spiegare cosa è stato realmente, difficile trovare le parole per esprimere il senso di vuoto, la mancanza d’aria, l’indebolimento. Altrettanto difficile spiegare la forza, la reazione, la tenacia, la capacità a non demordere.

Quando sei scelto per affrontare una malattia del genere, vieni messo di fronte ad una scelta: lasciarsi andare al destino o reagire inconsciamente. Io ho scelto la seconda, ho scelto di lottare. L’ho fatto per i miei figli, l’ho fatto per il loro futuro.

Ora sono qui, a distanza di anni, sono qui per dirvi di avere fiducia: fiducia nei medici e, soprattutto, fiducia nella vostra forza di volontà.

Niente e nessuno deve prevalere sulla vostra voglia di vivere, niente e nessuno deve prevalere sulla vostra voglia di farcela.

Sono stata fortunata, ne sono consapevole, ma sono stata anche tenace. Ho combattuto il dolore con il sorriso, ho affrontato ogni terapia con un coraggio disarmante.

Vi invito a fare lo stesso, vi invito a non demordere, vi invito a plasmare il vostro futuro, vi invito a crederci.

Tirate fuori la grinta, tirate fuori gli artigli.

Scrivete anche voi il vostro inno alla vita e, se avete bisogno, io sono pronta ad ascoltarvi. Perché la vita, va tenuta stretta».