TERMOLI. Termoli ha sempre avuto una tradizione calcistica giovanile importante: era, da sempre, un’ottima cantera per la prima squadra dell’U.S. Termoli. Le squadre cittadine si moltiplicavano a vista d’occhio; ogni spazio verde, o anche sterrato, era buono per giocare a pallone. In primavera e in estate si disputavano tornei nel campetto del parco, davvero interessanti e seguitissimi, dove si mettevano in mostra giovani talenti che poi hanno fatto anche una discreta carriera. Ed allora ve li presentiamo così com’erano quasi (o più) di trent’anni fa. Oggi pubblichiamo due foto di squadre che hanno partecipato a questi tornei.
Foto n. 1
I giocatori in maglia rossa, sponsorizzati dal Bar Ristorante “Il Padrino”, che allora aveva il locale in Corso Umberto I°, dove oggi c’è una banca. In quella squadra ci sono personaggi incredibili. Da sinistra, in piedi: il dott. Luigi Leone, persona speciale e simpatica, ma in campo… guai sbagliare: diventava fumino; Rolando Di Nicola, scomparso purtroppo giovane, capellone, interista, decoratore di ambienti. Di lui ricordiamo che, insieme ad alcuni collaboratori, quando dovevano restaurare un locale sul corso non lavoravano mai di giorno. Vi chiederete perché… Era estate, e i suoi amici che non lavoravano gli chiedevano: «Perché lavorate solo di notte?». Vi spiego l’arcano: lui e i suoi erano grandi tombeur de femmes, soprattutto con le turiste. Chissà cosa raccontavano di sé e del loro lavoro… Se si fossero fatti vedere di giorno con i panni da operai avrebbero perso un po’ di fascino con le loro conquiste estive. Così lavoravano di notte e nessuno vedeva nulla, e tutto restava a posto. Accanto a lui il maratoneta Francesco Rucci, un moto perpetuo; Domenico Scotto Di Santolo; Rocco De Gregorio, un fratello: siamo della stessa classe ’54, lui di giugno, io di febbraio; Leonardo Colaci, a Termoli lo chiamavamo ’u Gaggio, un bel tipino riccio e biondo. Purtroppo non è più con noi. Al suo fianco il cognato, un uomo, una storia: il mitico e più parlato che giocato uomo di calcio, il dott. Andrea Di Siena; accanto a lui il main sponsor, altro fratello che ci ha lasciati da poco: Antonio Tancredi, ’u Padrino.
Accosciati, da sinistra: l’autoscuola simbolo di Termoli, Teresio Viotti («lui mi ha messo in strada»); Antonio Di Campli, cugino mio, detto Mc Farland o Cancellire; al suo fianco Giovanni, non di Termoli ma di Campobasso; Remo Arbotti, un regista impeccabile; e per ultimo, solo per posizione, oggi mister Silvio Campofredano, bomber di razza all’epoca.
Foto n. 2
Qui ci sono molti punti di domanda, perché non siamo riusciti a ricordare tutti i nomi. Se li sapete, potete come sempre scriverli nei commenti. In piedi, da sinistra: Sebastiano Di Pardo, figlio del mito Nicolino (da non confondere con il cugino termologo e custode della termolesità, quello che non gioca a calcio: il cugino “Magne e Zitt”); il portiere (nome?); Genua; Antonio Di Campli; … altro interrogativo; Pietro Rinaldi; Guido Guidi.
Accosciati, da sinistra: Peppino Ionata; Stefano Ragni; Peppino Manes; due nomi ancora da identificare; e l’ultimo accosciato, il compianto Michele Pomponio.
Per questa prima puntata ci fermiamo qui. Nella prossima ne vedremo altri, giovani e talentuosi calciatori termolesi.
Michele Trombetta



