MILANO. Si è spenta a Milano, il 21 novembre, Ornella Vanoni. Un arresto cardiocircolatorio ha fermato l’esistenza di una delle artiste più iconiche della musica italiana.
Artista raffinata e istintiva, Ornella ha attraversato decenni di musica reinventandosi continuamente, senza mai smettere di sorprendere.
Non solo palchi e concerti: aveva portato la sua verità, la sua ironia e la sua autorevolezza anche in televisione.
Indimenticabile la sua partecipazione come giudice speciale ad Amici nella puntata del 9 novembre, quando con quella schiettezza che era la sua cifra stilistica seppe incantare ragazzi e telespettatori, ricordando cosa significa fare arte con autenticità.
La sua vita pubblica, spesso vissuta senza filtri, aveva già assunto il tono di un lungo congedo. Lo lasciavano intuire anche le parole con cui salutò Pippo Baudo, scomparso il 16 agosto 2025.
Un messaggio che oggi risuona come un presagio: «Caro caro Pippo… il tuo calore dietro le quinte lo conosce solo chi ci ha lavorato davvero. Ci vediamo presto, spero». Non un semplice tributo, ma la dichiarazione di un’amicizia che non sembrava destinata a interrompersi.
E proprio dell’addio, Ornella aveva parlato con disarmante lucidità già nel 2023, in una puntata di Che Tempo Che Fa.
Con tono leggero, quasi divertito, descrisse i dettagli del suo ultimo saluto: «Il vestito di Dior, la musica di Paolo Fresu, le ceneri sparse nel mare di Venezia. La bara deve costare poco, perché devo essere bruciata».
Parole che oggi risuonano come un testamento poetico, l’ennesima prova della sua capacità di trasformare persino la morte in un gesto d’arte.
Tra le ultime immagini pubbliche di Ornella rimane quella del 2 novembre, nel Giorno dei Morti, a Che Tempo Che Fa. Entrò in scena sostenuta da Fabio Fazio, una corona di fiori tra le mani, e con l’ironia fulminante che la contraddistingueva.
«Per chi ha già tutto, le bare possono essere un regalo utile», disse. Una battuta che solo lei avrebbe potuto regalare, trasformando una ricorrenza solenne in una parentesi di humor e verità.
Un’artista ancora piena di spirito, capace di sorridere degli acciacchi dell’età e di conquistare il pubblico con la sola presenza.
Una presenza che, negli anni, aveva imparato a dosare con la stessa maestria con cui interpretava una canzone.
Il suo ultimo concerto all’Arcimboldi portava un titolo che oggi sembra scritto per questo momento: Senza fine. Una sintesi perfetta della sua storia.
Così continueremo ad ascoltarla: in un’eco che non svanisce, in una voce che non appartiene soltanto alla storia della musica, ma alla storia sentimentale di intere generazioni. E che, come tutte le voci speciali, continuerà a vibrare.
Eliana Ronzullo
