domenica 14 Dicembre 2025
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Addio ad Annamaria Sciarretta, colonna della Fidapa

TERMOLI. Nel 1986 anche a Termoli nacque la sezione territoriale della Fidapa – Federazione Italiana Donne nelle Arti, Professioni e Affari – grazie all’impegno e alla visione di un gruppo di donne dai nobili principi. Donne determinate, coraggiose, capaci di trasformare i valori in azioni concrete.
Quella sezione, che nel 2026 festeggerà i quarant’anni dalla sua nascita, ha visto alternarsi nel tempo figure straordinarie, da Vilma Costantini, prima presidente, fino alle tante donne termolesi e molisane che ne hanno raccolto il testimone, portando avanti con orgoglio i progetti dell’associazione. Tra queste anche Anna Maria Musacchio, che ha ricoperto la prestigiosa carica di presidente nazionale Fidapa.
Pochi giorni fa c’è stato un nuovo passaggio di consegne: dopo il biennio guidato dalla prof.ssa e giornalista Fernanda Pugliese, la presidenza è ora nelle mani della prof.ssa Matilde Tartaglia.
Ma oggi, il nostro pensiero non può che andare a una donna speciale, una socia fondatrice, una socia decana della sezione termolese: Annamaria Sciarretta, che poche ore fa ci ha lasciati.
La sua scomparsa rappresenta una grave perdita per la Fidapa, per la città di Termoli e per tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerla e volerle bene.
Donna tenace, diretta, sincera fino in fondo. Non amava i giri di parole: sapeva esprimere critiche e apprezzamenti con la stessa forza e lucidità. Era una di quelle persone che lasciano il segno, sempre pronte a difendere ciò in cui credevano.
Una Fidapina dal 2015 la prof .ssa Carla Di Pardo a dimostrazione della sua caparbietà ci ha detto di lei
“Durante la sua presidenza, negli anni ’90, curava con passione la storica rivista “Meteora”: ricordo ancora quando andava personalmente alla tipografia Landolfi per seguire la stampa.”.Lei era cosi , non delegava mai, voleva esserci, vivere ogni momento di quel lavoro che rappresentava un pezzo importante della storia della sezione.
Ho avuto la fortuna di godere della sua stima, e questo per me è stato motivo di grande orgoglio. Mi diceva spesso che apprezzava i miei servizi giornalistici, e io, di questo, le sarò sempre grato.
L’ultima volta che l’ho vista era ancora estate. Mi ero recato alla casa di riposo Opera Serena insieme al direttore Bruno Verini e al dirigente sanitario Vincenzo Iannaccone. Sapevamo che Annamaria era stata da poco ricoverata lì, e decidemmo di andarla a salutare. Quando ci vide, il suo volto si illuminò di gioia. Fu un incontro breve ma pieno di calore, uno di quelli che restano nel cuore.
Oggi non è più tra noi, e la sua mancanza si fa sentire profondamente. Ma ci consola pensare che il suo spirito, la sua energia e la sua dedizione continueranno a vivere in tutte le donne della Fidapa e in chi, come me, ha avuto l’onore di incrociare il suo cammino.
Addio, cara Annamaria.
Grazie per ciò che sei stata, per quello che hai dato e per l’esempio che ci lasci.
Il tuo sorriso, la tua forza e la tua passione resteranno per sempre nella storia della Fidapa e nel cuore di chi ti ha voluto bene.

Michele Trombetta