giovedì 11 Dicembre 2025
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Cinghiali in città, Coldiretti: «Serve un piano straordinario di contenimento»

TERMOLI. Negli ultimi giorni i cinghiali sono tornati a comparire nei centri urbani, come segnalato recentemente a Termoli e Campobasso, riportando all’attenzione un problema di lunga data che non riguarda più solo l’agricoltura, ma tutta la comunità. A sottolinearlo è Coldiretti Molise, che da anni mette in guardia sugli effetti negativi della crescita incontrollata della popolazione di questi animali nella regione.

Questi selvatici, oltre a danneggiare coltivazioni e proprietà agricole, rappresentano un rischio concreto per la sicurezza dei cittadini, sia per chi lavora nei campi sia per chi si sposta a piedi o in auto. Un esempio recente è la chiusura temporanea della “Via Matris” a Campobasso, disposta dalla sindaca Marialuisa Forte, a causa della presenza di numerosi cinghiali nell’area pedonale che conduce al santuario dei Monti.

“Non si tratta più solo di un problema agricolo – spiega Claudio Papa, presidente regionale di Coldiretti Molise – ma di una questione di sicurezza pubblica. L’aumento della fauna selvatica sta compromettendo aziende, patrimonio agroalimentare e ambiente”.

Per affrontare la situazione, sono state introdotte alcune misure, come la caccia di selezione e il prelievo tramite il Selecontrollo, che rappresentano strumenti utili ma non risolutivi. Negli ultimi mesi, grazie anche all’intervento dei sindacati e delle amministrazioni locali, la Regione Molise ha iniziato a predisporre strumenti più strutturati per gestire la fauna selvatica nei centri abitati.

“Oltre alle misure già in atto – dichiara Aniello Ascolese, direttore regionale di Coldiretti – è stata riorganizzata l’attività dell’Osservatorio regionale degli habitat naturali e delle popolazioni faunistiche, con l’obiettivo di coordinare meglio gli interventi scientifici e pratici contro le specie invasive”.

Le iniziative attuali, collegate al Piano Regionale di Interventi Urgenti (PRIU), costituiscono un primo passo, ma Coldiretti ritiene necessario un Piano straordinario quinquennale per il contenimento della fauna, indipendente da emergenze sanitarie come la Peste suina africana (PSA). Il riferimento normativo è l’articolo 19-ter della Legge 157/1992, che definisce modalità, figure e ambiti di intervento, distinguendoli dalle normali attività venatorie.

Secondo la normativa, le operazioni di contenimento non sono considerate caccia e possono essere realizzate anche in aree protette o parchi, senza vincoli temporali, con strumenti autorizzati dal D.M. 13 giugno 2023. Tra le persone abilitate agli interventi rientrano anche i proprietari o conduttori di terreni agricoli in possesso di licenza venatoria.

Coldiretti Molise, insieme ai suoi associati, continuerà a monitorare e sollecitare l’adozione di misure concrete, confidando che le promesse dell’Assessore regionale all’Agricoltura, Salvatore Micone, si traducano al più presto in azioni efficaci a tutela di cittadini e imprese.

AZ