TERMOLI. Oggi si scrive una pagina decisiva per il lavoro, per la dignità, per il futuro industriale del Molise. La mobilitazione convocata a Termoli dalle segreterie regionali di Fim, Fiom, Uilm, Fismic e Uglm è più di una protesta: è una chiamata collettiva alla responsabilità. Alle 10, da Piazza Donatori di Sangue, si muoverà una marcia che attraversa il cuore della città e punta dritta al cuore del problema: l’incertezza che grava sullo stabilimento Stellantis e sull’intera filiera metalmeccanica.
Il progetto “Gigafactory” sta evaporando nel silenzio, la produzione cala, le commesse si assottigliano, e con esse le prospettive di quasi duemila famiglie. Il rischio non è solo occupazionale: è sociale, territoriale, generazionale. Termoli non può essere abbandonata. E oggi, prima ancora che il corteo si muova, la piazza diventa luogo di verità: qui si chiede una strategia industriale credibile, investimenti reali, atti politici concreti. Non slogan, non promesse, ma impegni verificabili.
I segretari nazionali — Uliano, Palombella, Lodi, Spera, Rinaudo — parleranno dal palco di Piazza Monumento, ma la voce che conta è quella che sale dalla base: dai lavoratori, dalle famiglie, dai cittadini che oggi scelgono di esserci. Perché il lavoro non è una variabile da comprimere, ma il fondamento di ogni comunità. E difenderlo, oggi, è un dovere morale.
Emanuele Bracone