TERMOLI. Nel video-servizio di ieri abbiamo citato tanti ambiti su cui la videosorveglianza è fondamentale, nell’ottica della sicurezza urbana. Ma lo è altrettanto nella lotta contro il degrado.
Non è più tollerabile. I cassonetti per la raccolta degli abiti usati, pensati per la solidarietà e il riciclo, sono diventati epicentro di inciviltà e abbandono. Le immagini parlano chiaro: sacchi lasciati a terra, vestiti sparsi, oggetti ingombranti gettati come se lo spazio pubblico fosse una discarica. Un’offesa al decoro urbano, alla dignità della città, alla coscienza collettiva.
Questa non è incuria. È disprezzo. Disprezzo per le regole, per il lavoro degli operatori ecologici, per chi vive e cammina in quei quartieri. Disprezzo per Termoli, che merita rispetto e ordine. I cassonetti sono chiaramente etichettati: “Indumenti usati in buono stato”, “In un sacco ben chiuso”. Eppure, ogni giorno, si accumulano rifiuti di ogni tipo, ignorando ogni indicazione, ogni principio di convivenza.
La risposta deve essere netta. Non bastano più gli appelli al buon senso. Non bastano le normali azioni di controllo ai fini della deterrenza.
Ecco perché sarebbe utile installare foto-trappole e sistemi di videosorveglianza mirati anche su questo versante, come accade a Campomarino, ad esempio, e come era già avvenuto anche in città, nei siti sensibili.
Un meccanismo già adottato in altri comuni, che permette di identificare e sanzionare chi abbandona rifiuti fuori dai cassonetti. Le telecamere non sono strumenti repressivi: sono strumenti di giustizia, di tutela del territorio, di rispetto per chi si comporta correttamente.
Termoli deve voltare pagina. Non si può più accettare che il gesto di pochi incivili comprometta l’immagine e la vivibilità di interi quartieri. L’amministrazione comunale, in sinergia con le aziende di raccolta e i cittadini, deve accelerare l’attivazione di questi dispositivi. Non per punire, ma per educare. Non per sorvegliare, ma per proteggere.
Ogni foto-trappola attiva è un passo verso la rinascita. La città ha bisogno di cittadini consapevoli, di istituzioni coraggiose, di strumenti efficaci. E ha bisogno di raccontare, con forza, che il rispetto non è un’opzione: è un dovere.
Nel caso di specie, per l’ennesima volta, abbiamo segnalato la micro-discarica venutasi a formare in piazza del Papa ed è stata rimossa. Non c’erano sacchi di indumenti non inseriti nei cassonetti, tutto frutto di abbandono.
Emanuele Bracone





