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venerdì 5 Dicembre 2025
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La forza della parola contro la violenza di genere

CAMPOMARINO. In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, martedì 25 novembre, l’Istituto Omnicomprensivo di Campomarino ha ospitato l’evento dal titolo “La forza della parola e della testimonianza”, promosso dal Comune di Campomarino in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura, Istruzione e Politiche Sociali e la dirigenza scolastica.

Un appuntamento che ha trasformato gli studenti in protagonisti attivi di un intenso momento di riflessione sul tema della violenza di genere, dello sfruttamento e dell’importanza della prevenzione culturale.

L’apertura della giornata ha immerso subito il pubblico nell’arte come veicolo di resilienza. Due studentesse della scuola secondaria di primo grado hanno offerto una lettura toccante del testo “Me and a Gun” di Tori Amos, una testimonianza autobiografica della violenza subita dalla cantautrice.

Subito dopo, un curato repertorio musicale eseguito dai docenti di musica ha aggiunto ulteriore intensità all’incontro: brani scelti con cura, tra cui “La donna cannone” e “You Raise Me Up”, hanno accompagnato il pubblico in un profondo viaggio emotivo, confermando il ruolo cruciale dei linguaggi artistici come ponte verso la consapevolezza.

La presenza delle istituzioni ha testimoniato l’azione compatta e corale richiesta nella lotta alla violenza di genere.
Il sindaco, dottor Vincenzo Norante, ha aperto gli interventi ribadendo il dovere istituzionale di sostenere ogni iniziativa di contrasto e di promozione della cultura del rispetto.

A seguire, il dirigente scolastico professor Guido Rampone ha ricordato come la scuola sia il primo presidio educativo per costruire la cultura della parità e della responsabilità. Il suo intervento, arricchito dalla citazione dantesca “Tanto gentile e tanto onesta pare…”, ha sottolineato l’importanza di elevare la figura femminile riconoscendone la forza generatrice e la centralità nella vita sociale.

Solo attraverso rispetto e condivisione di valori,” ha affermato, “possiamo costruire una realtà umana e tangibile in cui i giovani imparino davvero ad ascoltare e a riconoscere l’altro.”

La professoressa Maria Chimisso, direttrice dell’Ufficio Scolastico Regionale, ha ribadito il ruolo insostituibile della scuola nella formazione di cittadini consapevoli, mentre l’assessore alla Cultura, Istruzione e Politiche Sociali Rossella Panarese, promotrice dell’iniziativa, ha evidenziato il valore preventivo delle attività formative rivolte ai giovani.

A chiudere il ciclo istituzionale è stata la dottoressa Maria Grazia La Selva, responsabile del Centro Antiviolenza (CAV), che ha illustrato i servizi offerti sul territorio, ricordando l’importanza vitale dei presidi di ascolto per le vittime.

Momento centrale della mattinata è stata la presenza della giornalista e scrittrice Antonella Salvatore, autrice del libro “Il bambino dagli occhi d’inchiostro”, che ha introdotto un dialogo intenso sul valore delle storie come strumenti di emancipazione e cura.

La sua partecipazione ha preparato il pubblico al momento di massima intensità: il collegamento in diretta dalla Repubblica Centrafricana con suor Elvira Tutolo, missionaria impegnata nella tutela di donne e bambini vittime di abusi e sfruttamento.

La sua testimonianza ha offerto uno sguardo diretto su un Paese devastato da guerre e povertà, aggravate dallo sfruttamento delle risorse naturali come i diamanti. In questo contesto, i più piccoli restano vittime invisibili e mute.

Suor Elvira ha raccontato la sua scelta controcorrente: anziché costruire orfanotrofi, si impegna nella formazione di coppie locali disposte all’affido e all’adozione, garantendo ai bambini un contesto familiare stabile e percorsi formativi concreti – dall’agricoltura al cucito – in un’ottica di dignità e autonomia futura.

La manifestazione si è rivelata così un esempio virtuoso di collaborazione tra scuola, istituzioni e mondo del volontariato.

Un impegno condiviso che punta dritto al cuore del problema: costruire una società dove rispetto, ascolto e cultura diventino barriere solide contro ogni forma di violenza.

Il messaggio che la comunità ha fatto proprio è uno soltanto, semplice e potente: la forza di un NO può salvare, può prevenire, può cambiare il futuro. E a Campomarino, ieri, questa forza ha trovato voci autorevoli pronte a difenderla.

Eliana Ronzullo