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venerdì 5 Dicembre 2025
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L’analisi Gimbe: Molise “sul podio” per la spesa nella sanità privata

TERMOLI. Il dato è secco e non lascia scampo: nel 2023 il Molise ha destinato il 28,7% della spesa sanitaria pubblica al privato convenzionato, terzo valore più alto d’Italia e ben oltre la media nazionale del 20,3%. È la fotografia di un sistema che arretra, che abdica al suo ruolo costituzionale e che consegna interi settori – residenze assistenziali, riabilitazione, specialistica ambulatoriale – alla gestione di strutture private accreditate.

La Fondazione Gimbe parla di «privatizzazione silenziosa» del Servizio Sanitario Nazionale, ma in Molise il silenzio è ormai assordante: la dipendenza dal privato non è più un fenomeno marginale, è la spina dorsale di un modello che scarica sulle famiglie il peso del definanziamento e moltiplica le disuguaglianze.

Mentre in Italia la spesa out-of-pocket ha superato i 41 miliardi di euro e 5,8 milioni di persone hanno rinunciato a prestazioni sanitarie, in Molise il rischio è quello di una sanità a doppio binario, dove chi può paga e chi non può resta intrappolato nelle liste d’attesa o nell’assenza di servizi.

Il 28,7% non è una percentuale astratta: è il segnale di un territorio che ha visto ridursi i presidi pubblici, depotenziarsi la guardia medica, impoverirsi l’offerta ospedaliera, mentre il privato convenzionato cresce senza che le risorse seguano la stessa traiettoria. È un sistema che si regge su tetti di spesa rigidi, tariffe ferme e convenzioni spesso ridimensionate, ma che continua a drenare quote crescenti di bilancio regionale.

Il Molise diventa così laboratorio di una deriva nazionale: il pubblico arretra, il privato occupa gli spazi, la politica resta muta. Gimbe avverte che senza un rifinanziamento stabile e consistente il Ssn perderà definitivamente il suo carattere universalistico, trasformando il diritto alla salute in privilegio. In Molise questo processo è già visibile, tangibile, quotidiano. Non è più tempo di analisi: è tempo di scelte.

O si rilancia il pubblico, restituendo dignità e forza al Ssn, oppure si accetta di vivere in una regione dove la sanità è un mercato e la malattia diventa occasione di profitto.

EB