TERMOLI. Dopo 35 anni di instancabile dedizione al servizio e una carriera illuminata da una passione sincera, l’infermiera Agostina Nuozzi giunge al traguardo della meritata pensione. La sua uscita di scena non è stata silenziosa, ma marcata dalla sua proverbiale professionalità: ha scelto di concludere il suo lungo percorso con l’ultimo turno di notte, un gesto che testimonia, senza bisogno di ulteriori parole, l’amore incondizionato e l’impegno totale che ha sempre riversato nel suo lavoro.
La carriera di Agostina Nuozzi è stata un vero e proprio viaggio professionale, iniziato ben prima del suo arrivo a Termoli. Per sette anni, ha maturato preziose esperienze in diverse strutture sanitarie, toccando città importanti come Pescara, Torino e Castel di Sangro. Un percorso formativo eterogeneo che l’ha preparata al ruolo che l’avrebbe definita.
Il capitolo più significativo della sua vita lavorativa si è aperto nel 1990, quando è stata assegnata al reparto di Psichiatria dell’Ospedale San Timoteo di Termoli. Qui, per oltre tre decenni, Agostina ha incarnato un punto di riferimento insostituibile.
Lavorare per 35 anni come infermiera, in un reparto complesso e delicato come la Psichiatria, è un’impresa che va ben oltre la semplice esecuzione di una mansione. Richiede una combinazione unica di determinazione, audacia e, soprattutto, una straordinaria sensibilità umana. Non è un percorso per tutti.
Nonostante la sua “corporatura minutina”, come affettuosamente ricordato dai colleghi, Agostina si è rivelata un vero e proprio pilastro del reparto. La sua presenza costante, la sua garbatezza professionale e il suo approccio empatico hanno creato un ambiente di cura e fiducia essenziale.
Ciò che ha reso il contributo di Agostina Nuozzi così speciale è stata la sua profonda capacità di instaurare rapporti umani significativi. Non solo con il personale sanitario, con cui ha condiviso fatica e successi quotidiani, ma soprattutto con i pazienti.
In Psichiatria, dove la fragilità è spesso palpabile, Agostina ha saputo offrire una costante di affetto e rispetto incondizionato. Era particolarmente legata ai pazienti, soprattutto ai più giovani, la cui sofferenza l’ha sempre toccata nel profondo. Il suo ritiro lascia in loro un vuoto incolmabile: la mancanza di un volto familiare che era sinonimo di conforto e cura.
In un toccante segno del suo attaccamento, Agostina ha promesso che, appena possibile, tornerà a salutarli, dimostrando che il legame creato trascende l’orario di lavoro e la divisa.
L’intera comunità del San Timoteo, i colleghi, i medici e tutti coloro che hanno avuto il privilegio di lavorare al suo fianco, esprimono la loro più sincera gratitudine per il suo servizio esemplare.
Ora, per l’infermiera Agostina Nuozzi, si apre finalmente un capitolo fatto di riposo, gioia e tempo per sé stessa e per i suoi cari.
“A nome di tutti coloro che hai curato e supportato, ti auguriamo una vita pensionistica serena e ricca di soddisfazioni, da godere appieno insieme alla tua amata famiglia. Ti sei guadagnata ogni singolo momento di questo meritato riposo“.

