martedì 9 Dicembre 2025
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Nobile convergenza sulle Pari opportunità in Consiglio

TERMOLI. Tra le sedute di Consiglio comunale più brevi della storia di Termoli, ma utile al via libera unanime alla Consulta per le Pari Opportunità.

Nel Consiglio comunale riunito ieri pomeriggio, presieduto da Annibale Ciarniello, dopo l’approvazione del bilancio consolidato 2024 e del nuovo regolamento dell’Economato, è stato il terzo punto all’ordine del giorno a catalizzare l’attenzione e a dare un senso politico all’intera seduta: la mozione per l’adesione al Patto dei Comuni per la parità e contro la violenza di genere e, soprattutto, per l’istituzione della Consulta comunale per le Pari Opportunità.

Un tema che, nelle intenzioni dei firmatari – i consiglieri Vigilante, Stumpo, Orlando, Mileti – non doveva avere colori politici. E infatti, dopo una discussione intensa ma composta, la mozione è stata approvata all’unanimità dei presenti, con 23 voti favorevoli, diventando il provvedimento più significativo della giornata.

L’illustrazione della mozione: “Una consulta che parla a tutta la comunità, non solo alle donne”.

La prima firmataria, Manuela Vigilante, ha aperto il dibattito ricordando il percorso già avviato nei mesi scorsi e poi rinviato per approfondimenti in commissione. La mozione impegna il Comune su tre fronti:

Aderire formalmente al Patto dei Comuni promosso da Anci, strumento nazionale che offre monitoraggi, reti di confronto e buone pratiche sulle politiche di genere.

Istituire la Consulta comunale per le Pari Opportunità, organismo consultivo e propositivo aperto ad associazioni, professionisti, esperti e realtà del territorio.

Integrare stabilmente il principio di parità di genere nelle politiche pubbliche locali, con iniziative su lavoro, inclusione, formazione, prevenzione della violenza, disabilità e contrasto alle discriminazioni.

La consigliera ha insistito sul valore di un organismo che “non si limita al tema uomo-donna, ma parla di inclusione sociale a 360 gradi”, ricordando anche la recente approvazione alla Camera del nuovo art. 309-bis del codice penale sulle violenze.

Gli interventi: tra sostegno politico e necessità di un regolamento aggiornato

Il primo a intervenire è stato il consigliere Verini, che ha annunciato il voto favorevole del gruppo e ha sottolineato il lavoro svolto in commissione. Da quell’analisi è emersa l’esistenza di vecchi regolamenti comunali risalenti al 2008-2009, relativi a consulte mai realmente operative. “Questa volta – ha spiegato – vogliamo creare uno strumento che funzioni, aggiornato alle norme vigenti e capace di incidere davvero”.

A seguire, il consigliere Rinaldi ha definito la mozione “una piccola rivoluzione innovativa”, evidenziando come pochi comuni abbiano strutture così avanzate e riconoscendo il valore di un percorso che parte dalla Giunta – cui spetta l’adesione ad ANCI – e passa dal Consiglio per la parte regolamentare.

“Un tema che non ha colori, la consulta si farà”

A chiudere la discussione è stato il sindaco Nico Balice, che ha ribadito la volontà dell’amministrazione di procedere in tempi rapidi:

“Questi temi non hanno colori. La Giunta adotterà formalmente il Patto Anci e ci metteremo subito al lavoro per costruire una Consulta concreta e funzionante, che aiuti tutta la comunità a combattere un fenomeno devastante come la violenza di genere”.

Il sindaco ha poi voluto rivolgere un abbraccio pubblico al consigliere Rinaldi per la recente perdita della madre, momento che ha unito simbolicamente tutto il Consiglio.

Alle 19:05, con 23 voti favorevoli, la mozione è stata approvata. Con essa, Termoli avvia: un impegno formale nella rete nazionale Anci per la parità di genere; un percorso per dotarsi di una Consulta che torni a essere uno strumento reale di partecipazione; una nuova fase di politiche pubbliche orientate all’inclusione e alla prevenzione della violenza.

Un passaggio che dà sostanza politica alla seduta e che segna un cambio di passo nelle politiche sociali della città. Ora la palla passa alla Giunta e alla Commissione Statuto e Regolamenti, chiamate a trasformare la mozione in atti concreti e in un regolamento capace di far funzionare davvero la futura Consulta.

EB