mercoledì 17 Dicembre 2025
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Per Sinistra Italiana: “Il mare non bagna il Molise”

TERMOLI. Per Sinistra Italiana Termoli: “Il mare non bagna il Molise”.
«Si torna a parlare di parco eolico a mare, con una nuova richiesta di concessione avanzata da Small Sea Energy srl, società che – in barba alla denominazione inglese – ha sede a San Marzano di San Giuseppe, in provincia di Taranto. Una scatola vuota: capitale sociale di 10.000 euro, inattiva, senza dipendenti, con un solo proprietario e amministratore unico; dal bilancio 2024 emergono un patrimonio netto di 9.097 euro, debiti per 17.293 euro, perdita di 513 euro e valore della produzione pari a zero. Eppure ha presentato un progetto dal valore complessivo di 3.781 milioni di euro (IVA inclusa), di cui 3.577 milioni per le opere a mare. Basterebbe questo per non prendere neanche in considerazione un’istanza che non ha scopo industriale, ma solo quello di acquisire una concessione da rivendere al miglior offerente.
Il progetto porta il nome di Rospo Offshore, collocato a circa 5 km ad est delle piattaforme petrolifere Rospo Mare, a 30 km da Punta Penna, 23 km dalle Isole Tremiti e 22 km da Termoli. L’area interessata è di 105 kmq, con 67 aerogeneratori da 15 MW ciascuno, per un totale di 1.005 MW, montati su fondazioni fisse “jacket” alte fino a 268 metri. Già qui emergono criticità tecniche: le fondazioni jacket sono utilizzate su fondali fino a 60 metri, mentre nell’area prevista la profondità è tra 85 e 100 metri; inoltre, non più di 50 aerogeneratori di quelle dimensioni potrebbero essere collocati senza generare scie e vortici che disturberebbero gli impianti sottovento. A ciò si aggiungono le ricadute economiche negative sulla marineria di Termoli e sulla navigazione nelle acque molisane, interdetta per i 30 anni di vita utile degli impianti.
Alle criticità tecniche ed economiche si somma un errore politico e culturale: l’avviso sul sito del Ministero dell’Ambiente parla di «un impianto eolico offshore […] da realizzare nello specchio di mare del Golfo di Vasto», ignorando che si tratta di mare molisano, precisamente del territorio di Termoli. Il procedimento amministrativo è guidato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, d’intesa con quello dell’Ambiente ai fini della VIA, con la partecipazione dei portatori di interessi e degli enti locali, tra cui Regione Molise e Comune di Termoli. L’impegno attivo di questi ultimi è indispensabile per tutelare l’ambiente marino, le esigenze di chi vive di mare e il diritto del Comune di Termoli alla quota comunale dell’IMPi, che ammonterebbe a 10,7 milioni di euro l’anno (3 per mille sul valore degli impianti a mare).
Ma l’aspetto fiscale è già stato segnato da un precedente negativo. Con decreto del 28 aprile 2022 il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha attribuito le acque marine ai comuni rivieraschi applicando illogicamente il metodo delle aree pluviometriche terrestri. Così, ai fini IMPi, a Petacciato è stata assegnata una sola piattaforma Rospo Mare, mentre le altre due e il serbatoio galleggiante Alba Marina sono stati attribuiti a Vasto. Eppure, secondo la convenzione internazionale di Montego Bay, Rospo Mare A, Rospo Mare B e Alba Marina ricadono nelle acque territoriali di Petacciato, mentre Rospo Mare C in quelle di Montenero di Bisaccia. I comuni di Petacciato e Montenero non hanno difeso i loro diritti fiscali, né la Regione Molise li ha supportati, lasciando che venissero defraudati del loro mare.
O forse dobbiamo credere che il mare non bagna il Molise».