CAMPOBASSO. Il Molise resta fuori dalle aree del Paese in cui la qualità della vita viene considerata “buona” o anche solo “accettabile”. È quanto emerge dalla 27ª edizione dell’indagine ItaliaOggi–Ital Communications, realizzata con l’Università Sapienza di Roma, che fotografa un’Italia sempre più divisa in due: Centro-Nord da un lato, Sud e Isole dall’altro. Un divario che nel 2025 si amplia e che coinvolge, ancora una volta, anche Campobasso e Isernia.
Nello studio, articolato in nove macro-aree — affari e lavoro, ambiente, istruzione, popolazione, sicurezza, reddito, sicurezza sociale, sistema salute e turismo — il Mezzogiorno risulta quasi totalmente fuori dai primi due cluster. Per il 2025, infatti, solo L’Aquila riesce a posizionarsi nel gruppo 2 (“qualità accettabile”), mentre le altre province del Sud e delle Isole restano relegate nei cluster più bassi. Un dato che riguarda da vicino il Molise, le cui due province non vengono menzionate tra quelle in miglioramento significativo e che si collocano nella fascia inferiore della classifica generale.
Affari e lavoro: Molise penalizzato dal mercato e dalla bassa innovazione
La sezione dedicata ad affari e lavoro conferma la sofferenza delle regioni meridionali. Bolzano, Firenze e Prato guidano la graduatoria, mentre in coda troviamo esclusivamente province del Sud. Il Molise risente della bassa densità imprenditoriale, della ridotta presenza di startup innovative e di un mercato del lavoro meno dinamico rispetto alla media nazionale. Nessuna provincia molisana compare tra quelle con performance significative, segno di un evidente ritardo strutturale.
Ambiente, sicurezza e salute: luci e ombre per Campobasso e Isernia
Nel settore ambientale, dominato da territori del Nord, il Molise non riesce a conquistare posizioni di rilievo, nonostante un ecosistema naturale potenzialmente virtuoso. La distanza dai primi posti è dovuta soprattutto agli indicatori di impatto ambientale e alla gestione dei servizi.
Sul fronte della sicurezza, l’indagine evidenzia una stabilità generale a livello nazionale, ma con un dato che pesa: Milano è ultima, mentre Ascoli Piceno guida la classifica. Il Molise rimane nella parte centrale-bassa, senza segnali di particolare miglioramento.
In ambito sanitario, la nuova dimensione introdotta nel 2025 — che considera anche la mobilità ospedaliera extraregionale — penalizza molte realtà meridionali. La performance di Ancona, prima in Italia, e il posizionamento di province come Catanzaro o Siena sottolineano ulteriormente il gap. Anche in questo caso, Molise distante dai vertici, in un periodo in cui l’attrattività ospedaliera è cruciale.
Istruzione, formazione e popolazione: il peso dello spopolamento
La sezione dedicata a istruzione e formazione vede primeggiare Bologna, Milano e il Nord-Est. Il Molise sconta una bassa percentuale di giovani laureati e un numero contenuto di adulti coinvolti nella formazione permanente. A pesare, soprattutto, è la dimensione demografica: spopolamento, emigrazione studentesca e calo delle nascite influiscono negativamente sugli indicatori relativi alla popolazione.
Reddito, ricchezza e turismo: distanze che aumentano
Il Molise resta distante dalle regioni con redditi pro capite elevati e valori immobiliari in crescita, come Milano, Bolzano e Firenze. Anche la dimensione turismo, intrattenimento e cultura vede il Nord dominare, con Bolzano e Trieste ai primi posti. Le province molisane restano fuori dal gruppo dei territori più attrattivi, elemento che continua a frenare lo sviluppo economico locale.
Un Molise che soffre, ma che può invertire la rotta
La ricerca conferma dunque un quadro già noto: il Molise non occupa posizioni critiche quanto le province fanalino di coda (Caltanissetta, Crotone, Palermo), ma resta inserito nella fascia bassa, senza avanzamenti degni di nota.
Le sfide principali restano immutate: spopolamento, lavoro, infrastrutture, servizi sanitari e attrattività. Al tempo stesso, la dimensione ridotta del territorio potrebbe rappresentare un’opportunità, se accompagnata da politiche mirate sulla digitalizzazione, sulla qualità dei servizi e sulla valorizzazione delle risorse naturali e culturali.
L’indagine 2025 non racconta solo le difficoltà del presente, ma indica — indirettamente — anche la direzione per costruire un Molise più competitivo e vivibile nei prossimi anni.
EB
