sabato 13 Dicembre 2025
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Riforma della giustizia, il pensiero del giudice Catelli

Foto Nicola Mastrogiuseppe

TERMOLI. Proseguono i corsi di formazione politica dell’associazione Girolamo La Penna, dove, sabato scorso, il magistrato Luigi Catelli, intervistato da Michele Trombetta, ha affrontato il tema attualissimo della riforma della giustizia. «La giustizia, come tutti i settori della pubblica amministrazione, ha sempre bisogno di essere migliorata – ha detto –. Oggi si discute di una riforma costituzionale che tocca il principio della separazione dei poteri e l’assetto stesso della magistratura».

Sulla separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, Catelli ha ricordato come esistano «due scuole di pensiero: chi ritiene necessaria una distinzione per garantire parità tra accusa e difesa, e chi invece crede nella formazione comune, nella cultura del dubbio e della prova».

Per il magistrato, la riforma non incide sui problemi concreti dei cittadini: «Per ridurre la durata dei processi servono risorse, personale e scelte organizzative, come dimostra il Pnrr».

Sulla digitalizzazione, Catelli ha invitato alla prudenza: «È positiva, ma la giurisdizione resta un fatto umano, un rapporto diretto tra cittadino e giudice».

Infine, un richiamo all’autonomia della magistratura: «Il potere giudiziario deve restare indipendente dagli altri poteri dello Stato. Solo così la legge può essere davvero uguale per tutti».

Emanuele Bracone