TERMOLI. L’Assemblea Palestina Libera Basso Molise e il Movimento 4 settembre lanciano un appello all’Ordine dei farmacisti e dei medici della provincia di Campobasso e Isernia e alle organizzazioni dei Medici di medicina generale per chiedere di sospendere la prescrizione e la commercializzazione dei farmaci dell’azienda israeliana Teva Pharmaceuticals, ritenuta complice di apartheid e genocidio in Israele e nella Palestina Occupata.
All’appello hanno aderito numerose associazioni, collettivi, organizzazioni politiche e sindacali del territorio. La campagna è promossa a livello nazionale dal movimento di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS) contro l’apartheid israeliana e dalla rete Sanitari per Gaza.
Il genocidio a Gaza non è finito, continua più subdolo e lento attraverso le bombe, l’assedio, la fame e il mancato accesso dei beni di prima necessità (farmaci compresi) e dei materiali necessari alla ricostruzione. Ma soprattutto sono immutate le condizioni strutturali che hanno reso possibile il genocidio. In Cisgiordania la violenza contro le comunità palestinesi sotto occupazione ha raggiunto livelli senza precedenti. La pulizia etnica continua, il regime di segregazione razziale e apartheid (riconosciuto anche da una sentenza della Corte internazionale di Giustizia del 2024) si consolida ogni giorno di più. Insomma, la finta “pace” inscenata poche settimane fa si è rivelata per quello che era: una mossa per sviare l’attenzione dell’opinione pubblica mobilitata in massa per Gaza.
In particolare, la casa farmaceutica israeliana Teva con le sue consociate:
- Trarre profitti dal sistema illegale di occupazione e apartheid, beneficiando di un mercato vincolato, perché l’economia palestinese è interamente controllata da Israele, che limita esportazioni e importazioni e impedisce lo sviluppo di imprese palestinesi;
- Si è pubblicamente schierata con lo Stato e l’esercito israeliano, sia con dichiarazioni che con aiuti concreti, come l’iniziativa “Adotta un battaglione”; nel 2017, Teva è stata tra le 150 imprese che hanno ricevuto una lettera di avvertimento dall’ONU per aver operato all’interno delle colonie illegali in Cisgiordania; l’azienda stessa dichiara di aver donato all’esercito farmaci essenziali, cibo e tonnellate di attrezzature.
Inoltre, Teva è stata condannata anche per pratiche illegali e gravi violazioni delle norme sulla concorrenza e i brevetti. Sia chiaro: il boicottaggio non prende di mira Teva in quanto israeliana, ma in quanto complice delle violazioni dei diritti umani in Israele e Palestina.
La nostra richiesta alle farmacie della regione Molise è che queste comunichino alle aziende consociate Teva, Ratiopharm, Cephalon e Dorom che non commercializzeranno più i loro prodotti, sostituendoli con altri equivalenti in tutti i casi compatibili con le necessità terapeutiche del paziente. Tale decisione verrà revocata solo quando l’azienda prenderà una posizione esplicita contro il sistema di apartheid e i crimini di guerra dello Stato israeliano.
Soprattutto, la nostra richiesta è rivolta al Comune di Campobasso, in qualità di gestore diretto delle farmacie comunali, affinché attui in tempi urgenti un atto di Giunta in cui si dichiari la ferma posizione al boicottaggio di TEVA, interrompendo ogni complicità con il governo israeliano e andando in direzione opposta alla politica del riarmo e di guerra del Governo Meloni.
L’esempio di Sesto Fiorentino, che dal 1° luglio ha sospeso gli accordi commerciali con le aziende israeliane relativamente alle proprie farmacie comunali, è stato seguito da molti altri comuni in tutta Italia, e anche da alcune farmacie private.
Ci rivolgiamo inoltre ai medici e alle mediche di medicina generale perché diventino attori consapevoli di questa campagna per la giustizia, spiegando ai propri pazienti le ragioni del boicottaggio e comunicandole anche agli informatori scientifici della casa farmaceutica.
Il boicottaggio delle aziende complici di crimini contro l’umanità e genocidio non è solo uno strumento nonviolento legittimo, ma un obbligo giuridico che si impone ad aziende e istituzioni al momento dell’acquisto di prodotti e servizi, o dell’affidamento di servizi pubblici in appalto. Chi non boicotta, in altre parole, sta finanziando attivamente questi crimini.
Invitiamo infine cittadini e cittadine a farsi promotori di questa campagna, chiedendo alle farmacie prodotti alternativi ai farmaci Teva e spiegando le motivazioni della loro scelta.
I promotori:
- Assemblea Palestina Libera Basso Molise
- Movimento 4 settembre
Adesioni:
- Sanitari per Gaza – Termoli
- Mediterranea Termoli
- Unione Sindacale di Base – Abruzzo e Molise
- Funzione Pubblica – CGIL Molise
- ANPI Termoli
- ANPI Molise
- Palestina Libera 86034
- Arci Molise
- Malatesta Associati
- ActionAid Molise
- Legambiente Molise
- Spalla a spalla – APS
- Casa del Popolo Campobasso
- ACT – Arti Cinema Teatro
- Collettivo Dal Basso
- Collettivo Fuorirotta
- Collettivo Spore
- Ass. Progetto Comune per Guglionesi
- Associazione Faced ETS / La Città invisibile
- Termoli Bene Comune – Rete della Sinistra
- Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea
- Europa Verde – Molise
- Partito Marxista-Leninista Italiano



