martedì 16 Dicembre 2025
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Via libera in Molise al riconoscimento del caregiver familiare

CAMPOBASSO. Il Consiglio regionale del Molise, presieduto da Quintino Pallante, ha approvato oggi due importanti proposte di legge che segnano un passo decisivo verso un Welfare più inclusivo e umano: la legge sul riconoscimento e il sostegno del caregiver familiare e quella sulla promozione dell’invecchiamento attivo e della buona salute. Entrambe le norme, fortemente volute dalla Consigliera regionale Stefania Passarelli, delegata alle Politiche Sociali, rispondono ai bisogni di fasce spesso invisibili della popolazione: gli anziani e i caregiver familiari.
La proposta di legge n. 74, illustrata in Aula dal Consigliere relatore D’Egidio e sostenuta da interventi di Salvatore, Greco, Facciolla, Passarelli e dell’Assessore Cefaratti, è stata approvata con 5 astensioni. Essa riconosce il caregiver familiare come figura autonoma, titolare di diritti propri, distinta dalla persona assistita. Il caregiver è definito come colui che, a titolo gratuito, si prende cura in modo continuativo del coniuge, del partner dell’unione civile, del convivente di fatto, di un familiare o affine entro il secondo grado, nell’ambito del Piano Assistenziale Individuale (PAI).
La Regione Molise riconosce la cura familiare e la solidarietà come beni sociali, valorizzando il ruolo del caregiver quale componente della rete di assistenza alla persona e del sistema integrato dei servizi sociali regionali. Il caregiver può richiedere il riconoscimento del proprio status agli Ambiti Territoriali Sociali (ATS), che devono provvedere entro 90 giorni mediante apposita scheda nel PAI. I servizi sociali comunali, singoli o associati, sono chiamati a sostenere e affiancare il caregiver, garantendo qualità e continuità nell’attività di cura.
La legge prevede inoltre che il caregiver familiare svolga il ruolo di facilitatore nel percorso di valutazione, definizione e attuazione del PAI, assumendo impegni concordati con la persona assistita, modificabili in base a esigenze sopravvenute. Per rendere concreta questa norma, la Regione attiverà:

  • corsi gratuiti di formazione tenuti da personale qualificato in ambito sanitario e socioassistenziale;
  • supporto psicologico per il benessere personale e familiare, prevenendo stress e isolamento;
  • facilitazioni amministrative per le pratiche svolte nell’interesse dell’assistito o del caregiver riconosciuto.
    La dotazione finanziaria iniziale per il biennio 2026-2027 è pari a 800mila euro, provenienti dal Programma regionale cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo 2021-2027, con quote dell’Unione Europea e dello Stato iscritte in appositi capitoli del bilancio regionale. La Consigliera Passarelli ha sottolineato che si tratta di un “provvedimento storico” che restituisce dignità a migliaia di persone che vivono esistenze sospese nella cura quotidiana dei propri cari.
    In stretta connessione con questa legge, è stata approvata anche la norma sulla promozione dell’invecchiamento attivo, che nasce dalla consapevolezza dell’assenza di un impianto normativo organico dedicato alla popolazione anziana, ormai predominante in Molise. La legge riconosce il valore delle esperienze di vita, del patrimonio di conoscenze e relazioni degli anziani, promuovendo la solidarietà intergenerazionale e la partecipazione alla vita sociale, economica e culturale.
    Tra le azioni previste:
  • prevenzione delle fragilità e promozione di stili di vita sani;
  • educazione digitale per contrastare l’isolamento e le truffe;
  • formazione permanente, inclusione sociale, volontariato, turismo, cultura e sport.

La legge istituisce la Consulta regionale per l’invecchiamento attivo e prevede l’elaborazione di un Piano triennale integrato che coinvolga Comuni, ATS, Asrem, sindacati, Terzo Settore, scuole e università. Essa si collega alla legge n. 1 del 2025 sull’agricoltura sociale, anch’essa firmata da Passarelli, che promuove il trasferimento di saperi tra generazioni attraverso fattorie didattiche, imprese sociali e tradizioni contadine.
Al centro di entrambe le norme c’è la famiglia, risorsa fondamentale per garantire la permanenza degli anziani nel contesto domiciliare e per sostenere i caregiver. “Queste leggi – ha dichiarato Passarelli – sono un investimento in salute, benessere e coesione sociale. Diminuendo la pressione sul sistema sanitario, restituiscono dignità e protagonismo a chi ha sempre vissuto ai margini delle politiche pubbliche”.
Con queste due leggi, il Molise compie un passo concreto verso un Welfare che riconosce, valorizza e sostiene le persone, le relazioni e le comunità. Un modello che mette al centro l’umanità.