martedì 9 Dicembre 2025
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«Vincenzo Campofredano era altruista e generoso», la sua missione vive nella sezione Aido a Ururi

URURI. Si è svolta sabato, 22 novembre, presso la sala consiliare del Comune di Ururi, l’inaugurazione della sezione dell’Aido dedicata a Vincenzo Campofredano, l’uomo, il marito, il papà, il lavoratore e carrista venuto a mancare proprio durante lo svolgimento della tradizionale corsa dei carri. La sua famiglia com’è noto ha poi deciso per la donazione degli organi permettendo alle varie persone che hanno ricevuto gli organi di Vincenzo, una nuova esistenza. E con questo spirito che si è celebrata sabato questa importante giornata in cui si respirava, nell’affollata sala consiliare, un’atmosfera carica di emozioni contrastanti: la tristezza, il ricordo di una figura indelebile come Vincenzo Campofredano ma anche la gioia, la consapevolezza di aver fatto un gesto nobile, un gesto che ha donato la speranza a tutti coloro che erano in attesa del fegato, del cuore, delle cornee etc.

Tutti gli interventi degli illustri ospiti sono andati in questa direzione a partire dal parroco don Michele Di Legge che ha impartito la benedizione della nuova sezione ed ha ricordato di aver celebrato il funerale di Vincenzo ma soprattutto, nel fare gli auguri di buon lavoro alla nuova realtà associativa, ha ricordato come il cristianesimo incoraggi la donazione. Poi il Presidente della Regione Roberti ha ricordato degli episodi che hanno riguardato i suoi suoceri ed ha confessato di essersi impegnato insieme a sua moglie a donare qualora fosse successo qualcuno dei due; anche il senatore Della Porta ha voluto esprimere il suo apprezzamento per il lavoro dell’Aido ed il lavoro dei medici sottolineando l’importanza di avere una rete di associazioni che lavorano in sinergia con le professioni sanitarie; gli fa eco il Presidente del consiglio regionale Pallante che ha auspicato che il messaggio arrivi soprattutto alle nuove generazioni ed ha ribadito come una sala così gremita non può che essere la risposta a ciò che è stato Vincenzo in vita, il suo esempio, la sua testimonianza, la sua eredità immateriale. L’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Ururi Michele Sassano ha ripercorso le varie fasi che hanno portato alla nascita dell’Aido, quando parlando con Michelangelo Petrollino, presidente provinciale Aido Campobasso, fu ventilata l’ipotesi di far sorgere una sede Aido proprio a Ururi essendo il piccolo paese arbereshe, testimone di un esempio concreto di cosa vuol dire donare.  Da lì, con la collaborazione di Rosaria Tartaglione che ha sposato in pieno l’iniziativa, è nata la sezione Aido di Ururi che porta proprio il nome di Vincenzo Campofredano, persona generosa, altruista, audace e coraggiosa.

Anche la sindaca Laura Greco, che in quei tragici giorni aveva dichiarato il lutto cittadino interpretando il sentimento di tutta la comunità ururese, ha voluto esprime delle parole profonde sul ricordo di Vincenzo e sul gesto della donazione attraverso un aneddoto personale molto toccante che riguardava la sua mamma. Parola d’ordine è “Festa” perché è una festa quella che si celebra oggi-sostiene la presidente regionale Aido- Graziella Vizzarri, dopo il lutto, dopo le esequie c’è la festa di chi continua a vivere attraverso gli occhi di altre persone che hanno ricevuto parti del corpo di Vincenzo e grazie a lui possono vivere serenamente.

La Vizzarri ha insistito poi sul concetto del “Sì consapevole” ovvero della trasformazione del dolore in amore; il presidente provinciale Petrollino invece ha ricordato che ci sono ottomila persone in Italia in attesa di un trapianto ed il trapianto non va visto come qualcosa di strano ma esso è l’unica terapia per alcune categorie di persone.   Molto importanti sono stati gli interventi dei due medici: la dottoressa Maria Antonietta Marrone, specialista in anestesia e rianimazione al San Timoteo di Termoli che ha ripercorso gli ultimi momenti di quel 6 maggio quando si trovò a dover comunicare alla famiglia l’avvenuta morte celebrale e la possibilità di espianto degli organi al fine della donazione. La dottoressa ha ricordato lo shock iniziale ma poi c’è stato il consenso all’espianto degli organi interpretando quella che sarebbe stata la volontà del proprio congiunto che era un uomo altruista e generoso. Successivamente è partita tutta la macchina organizzativa che ha fatto sì che il trapianto degli organi di Vincenzo andasse a buon fine soprattutto il fegato per un paziente che versava in pessime condizioni; il dottor Pranzitelli, anch’egli specialista in anestesia e rianimazione, ha espresso gratitudine alla famiglia e a Vincenzo stesso che non è mai stato trattato come un cadavere a cui prelevare gli organi ma come una persona da rispettare durante tutto il procedimento.

Poi è stata la volta delle emozioni allo stato puro come quella della Presidente della neonata sezione Aido di Ururi che è Rosaria Tartaglione la quale, leggendo un testo perché visibilmente emozionata, anche perché cugina di Vincenzo quindi emotivamente coinvolta, ha affermato che il gesto della donazione degli organi di Vincenzo rappresenta uno spartiacque tra il prima e ciò che sarà dopo. Dopo Rosaria Tartaglione hanno testimoniato i familiari di Vincenzo Campofredano, in primis la figlia Giulietta ma soprattutto la moglie Filomena dalla voce spezzata ma con una grande dignità. Le emozioni sono fatte ancora più intense quando c’è stato il lungo abbraccio tra Filomena e Antonella da San Martino, due donne coraggiose, una moglie, l’altra madre accomunate da uno stesso tragico destino: l’aver perso un marito ed un figlio ed aver superato il dolore acconsentendo alla donazione.  Alla fine di tutta la manifestazione si è passati agli adempimenti burocratici per la nova sezione Aido “Vincenzo Campofredano” come l’elezione del direttivo e l’assicurazione da parte della Sindaca di avere presto una sede.

Per il presidente della Regione, Francesco Roberti: “La donazione degli organi è un atto supremo di civiltà e di responsabilità sociale. È un gesto che permette di trasformare un momento di dolore in una concreta speranza di vita per chi attende un trapianto. Anche io e mia moglie siamo donatori, abbiamo vissuto in prima persona cosa significhi avere una seconda possibilità, grazie al grande cuore di coloro che scelgono di donare gli organi. Come istituzioni abbiamo il dovere di sostenere e valorizzare l’impegno dell’Aido e di tutte le realtà che operano per sensibilizzare i cittadini su un tema così delicato ma fondamentale”.

Roberti, inoltre, ha evidenziato come l’intitolazione della sezione a Vincenzo Campofredano rappresenti “un riconoscimento ad una persona che ha saputo testimoniare, con il suo esempio, i valori dell’altruismo e della generosità verso il prossimo. Per me è un momento di profonda commozione. Ho conosciuto personalmente Vincenzo, una persona magnifica, disponibile, umile, umana e sempre con il sorriso. Il vostro è stato un gesto di profondo altruismo e generosità e sono sicuro che Vincenzo lo avrebbe apprezzato”.

Emanuela Frate