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19 Novembre 2025

Vinted, Subito, eBay, Etsy… devo aprire la partita Iva per vendere online?

Hai iniziato a svuotare l’armadio o la cantina vendendo online gli oggetti che ormai non usi più, ma… sarà necessario aprire la partita Iva?

Vendere online, anche se non si è imprenditori, sta diventando un’abitudine sempre più diffusa, grazie anche alle piattaforme come Vinted, Subito, eBay… e altre, che ce lo consentono e ce lo rendono davvero facile! Ma quando questa attività viene considerata attività d’impresa e quindi comporta l’obbligo di aprire la partita Iva?

Con il recepimento in Italia della direttiva (UE) 2021/514 – DAC7, il tema delle vendite online è cambiato definitivamente: vendere abitualmente online può configurarsi come un’attività d’impresa ai sensi dell’art. 55 del TUIR e portare quindi alla necessità di assolvere a tutti gli adempimenti fiscali e contabili connessi, tra cui l’apertura della partita Iva.

Da gennaio 2023, DAC7 è diventata pienamente operativa in Italia con il D. Lgs 32/2023, e obbliga ogni piattaforma digitale a raccogliere e trasmettere all’Agenzia delle Entrate i dati dei venditori, tra cui i dati anagrafici, gli importi incassati, l’IBAN di accredito ed eventuali commissioni applicate.

I miei dati vengono comunicati anche se vendo solo una volta?

I dati vengono trasmessi solo se si superano determinati volumi:

  • più di 30 transazioni in un anno, oppure
  • oltre 2.000 euro di incassi complessivi.

Attenzione, tuttavia superare queste soglie non significa automaticamente essere assoggettati alla normativa circa l’attività d’impresa; le piattaforme segnalano i dati, ma questi saranno valutati caso per caso per stabilire la natura dell’attività esercitata.

E se vendo solo beni usati?

Non è importante solo la tipologia di bene venduto, ma la frequenza delle vendite  i volumi delle transazioni e l’intenzione, pertanto:

  • Se si vendono beni personali usati, in maniera occasionale e quindi si è al di sotto delle soglie di cui sopra, non è obbligatorio aprire la partita Iva;
  • Se invece si acquistano o si producono beni per la rivendita, si è sempre nell’ambito di un’attività che richiede l’apertura della partita Iva.

Se le vendite sono abituali cosa succede?

Se l’attività diventa abituale, organizzata in forma di impresa e orientata al profitto, è necessario aprire la partita Iva, iscriversi al registro delle imprese e se si vende a clienti europei iscriversi al Vies e assolvere a tutti gli altri adempimenti che la normativa richiede, prima che l’Agenzia delle entrate provveda ad accertamenti su eventuali redditi non dichiarati.

Un consiglio

Documentare l’occasionalità delle operazioni, con foto, date e descrizione dei beni venduti, può aiutare in caso di controlli, ma se si hanno dei dubbi perchè si è già al limite dei valori soglia, sarebbe opportuno confrontarsi con il consulente di fiducia che ti aiuterà ad individuare, valutando il caso specifico, la soluzione più adeguata al fine di  regolarizzare spontaneamente la tua posizione.

Vuoi metterti in regola o hai dei dubbi da chiarire?

Per ulteriori informazioni o chiarimenti o per assolvere agli obblighi contabili e fiscali  come ad esempio l’apertura della partita Iva, puoi prenotare un appuntamento oppure contattarmi utilizzando i contatti riportati di seguito.

Dott.ssa Federica Mangione

Studio Mangione – Via Fortore, 3 – Termoli (CB)
tel.
0875-727073
email:
federicamangione.studio@gmail.com
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www.studio-mangione.it
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