CAMPOMARINO. Agrivoltaico di Campomarino: dal “no” della Soprintendenza al via libera del Tar e del Comune
La vicenda dell’impianto agrivoltaico da 14,84 MW in contrada Buccaro, a Campomarino, si è trasformata in un caso emblematico di intreccio tra burocrazia, giustizia amministrativa e politiche energetiche. La società PV Nera s.r.l., rappresentata dal legale Saverio Nunziata e difesa dall’avvocato Rosa Maria Mauri, aveva visto il proprio progetto bloccato nell’agosto 2024 da un verbale di conclusione negativa della Conferenza dei Servizi, fondato sul parere contrario della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio del Molise.
Quel parere, reso il 4 luglio 2024, era stato giudicato dal Tar Molise tardivo e dunque inefficace. Con la sentenza n. 277/2025, pubblicata il 29 settembre, il Tribunale ha accolto il ricorso della società, chiarendo che la richiesta di chiarimenti della Soprintendenza era arrivata oltre il termine perentorio di quindici giorni previsto dalla legge. In base all’art. 17-bis della legge 241/1990, il mancato rispetto dei tempi comporta l’acquisizione del parere favorevole “per silentium”. Di conseguenza, il diniego del Comune, basato esclusivamente su quel parere, è stato dichiarato illegittimo.
Il TAR ha ribadito un principio fondamentale: la gestione dei termini procedimentali non è discrezionale. Le amministrazioni devono rispettare tempi certi e rapidi, e il silenzio oltre i termini equivale ad assenso. Una pronuncia che ha segnato un passaggio cruciale non solo per la società proponente, ma per l’intero dibattito sull’agrivoltaico e sulle rinnovabili.
A seguito della sentenza, il Comune di Campomarino ha dovuto riallinearsi. Con la determinazione n. 106 del 4 dicembre 2025, firmata dal dirigente Liberato Teberino, l’ente ha approvato la Conferenza dei Servizi decisoria, recependo integralmente l’esito giudiziario. Il documento sancisce il consolidarsi del silenzio-assenso relativo a tutti i pareri non espressi o emessi tardivamente, sostituendo ad ogni effetto gli atti di assenso delle amministrazioni coinvolte.
La determinazione ribadisce inoltre la trasparenza del procedimento: gli atti restano depositati presso l’Ufficio Urbanistica e sono accessibili ai cittadini. Viene anche ricordata la possibilità di impugnare l’atto davanti al TAR entro 60 giorni o con ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro 120.
Così, dopo un anno di sospensioni, richieste di chiarimenti e contrasti istituzionali, il progetto agrivoltaico di Campomarino ottiene il via libera. Una vicenda che mostra come il rispetto dei termini procedimentali non sia un dettaglio burocratico, ma un presidio di legalità capace di decidere il destino di investimenti strategici per il territorio.
EB
