venerdì 23 Gennaio 2026
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Al Punto nascita un 2025 all’insegna del raddoppio: verso i 370 parti e intensa attività chirurgica

TERMOLI. A Termoli il 31 dicembre non segna solo la fine dell’anno. Oggi chiude anche il primo anno completo con il primario Vincenzo Biondelli alla guida del Punto Nascita del San Timoteo, e per il reparto è un anniversario che vale più di una data: è il simbolo di un ritorno, di una riconquista, di una fiducia che sembra tornare a germogliare.

Un anno intenso, costruito nel lavoro quotidiano di medici, ostetriche, infermieri, operatori sanitari, tecnici. Un anno fatto di notti, di monitor che suonano, di mani che sorreggono, di voci che rassicurano. Un anno che ha riportato in sala parto 370 nuovi nati, quasi il doppio rispetto al passato recente. Non un semplice numero, ma un indicatore di rinascita: dietro ogni parto c’è una famiglia che ha scelto Termoli, ricominciando a credere nel proprio ospedale.

Non solo neonati. È cresciuta anche l’attività chirurgica ginecologica, raddoppiata nel volume delle procedure, grazie anche alla dotazione di nuove colonne laparoscopiche fornite da Asrem, strumenti che hanno permesso al reparto di compiere un salto avanti nella chirurgia mininvasiva. Dove una volta si ricorreva al bisturi tradizionale, oggi si interviene attraverso pochi millimetri di accesso, con un impatto minore sul corpo della paziente, tempi di recupero più rapidi, dolore ridotto, dimissioni anticipate. La tecnologia non è un dettaglio tecnico, ma un beneficio concreto: meno invasività significa più dignità per chi entra in sala operatoria.

L’Ostetricia-Ginecologia termolese, per molti anni percepita fragile o a rischio arretramento, oggi si presenta come un reparto che riprende centralità. Crescono le prestazioni ambulatoriali, si accorciano le liste d’attesa, aumenta l’afflusso di donne che scelgono di curarsi qui, nel proprio territorio. Il San Timoteo non solo mantiene un servizio essenziale: lo consolida, lo modernizza, guarda avanti.

E il 2026, nelle intenzioni della direzione sanitaria e della struttura, sarà l’anno dell’ulteriore salto di qualità. Con l’arrivo dei sistemi robotici di ultima generazione, la chirurgia robot-assistita diventerà realtà anche a Termoli: strumenti articolati capaci di movimenti estremamente precisi, visione 3D ad altissima definizione, possibilità di intervenire su utero, ovaie e pavimento pelvico con una precisione millimetrica, preservando nervi e funzionalità, riducendo i rischi, migliorando l’esito clinico. Endometriosi, fibromi, prolassi, patologie benigne e oncologiche potranno essere trattate con tecniche di avanguardia, in linea con i migliori centri nazionali.

È un cambio culturale prima ancora che tecnologico. Per anni il Molise ha vissuto, con comprensibile apprensione, il tema della sanità come difesa da tagli e ridimensionamenti. Oggi, nel Punto nascita di Termoli, la prospettiva è invertita: investimento, futuro, visione.

Accanto alla dimensione tecnologica, cresce quella umana. Il 2026 porterà con sé anche la realizzazione della Casa del Parto, un progetto che punta a restituire al momento della nascita il suo carattere più naturale. Ambienti accoglienti, luci meno fredde, possibilità di muoversi liberamente, di scegliere posizione, di immergersi nell’acqua, di vivere il travaglio con tempi e modalità più rispettose della fisiologia. Un luogo che mette al centro la donna, la coppia, la famiglia. Dove si partorisce in un ambiente intimo, ma con sala operatoria e équipe complete a pochi passi, perché umanizzazione non significa minor sicurezza, anzi: significa unire calore e protezione.

Il primo anno di Biondelli non si misura solo nelle statistiche, ma nell’atmosfera che si respira oggi entrando nel reparto. C’è più serenità, più organizzazione, più continuità. La crescita dei parti non è un caso: è la conseguenza di un reparto che dialoga con le donne, che si fa carico dei bisogni, che investe su competenze e tecnologie.

E così Termoli saluta un anno che ha visto tornare a crescere il numero dei fiocchi appesi nei corridoi del San Timoteo. E accoglie un nuovo anno che promette robotica, più servizi, una nascita più rispettata e, forse, un po’ più bella.

Perché un ospedale non è fatto solo di muri e macchinari. È fatto di fiducia.

E quando una madre decide di far nascere qui suo figlio, quella fiducia è il dono più grande che un territorio possa ricevere.

Emanuele Bracone