venerdì 16 Gennaio 2026
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Campomarino che vorrei: «La “spiaggia abile” già abbandonata»

CAMPOMARINO. Campomarino che vorrei contro l’abbandono della spiaggia abile.

»La “spiaggia abile” inaugurata a luglio con sorrisi, foto di rito e dichiarazioni trionfali è oggi l’ennesimo simbolo di una gestione che si ferma alla superficie, alle parole, ai post celebrativi. Bastano pochi mesi per vedere pavimentazioni divelte, passerelle sollevate, assenza totale di messa in sicurezza e strutture che, invece di garantire accessibilità, diventano un rischio concreto per chi dovrebbe poterne usufruire. Le immagini circolate in questi giorni parlano da sole: ciò che doveva essere un presidio di inclusione è stato lasciato in balia del maltempo, dei vandali e soprattutto dell’incuria. È questo il rispetto che Campomarino riserva alle persone con disabilità? È questa l’idea di turismo accessibile che l’amministrazione aveva promesso? I cittadini che frequentano l’area denunciano passerelle danneggiate, materiali sollevati, elementi non protetti né controllati. Una struttura inaugurata appena qualche mese fa non può ridursi così, se non per una ragione evidente: la totale assenza di manutenzione programmata e di vigilanza. E allora la domanda è inevitabile: perché si inaugura ciò che non si è in grado di mantenere? Perché si investono soldi pubblici in opere che non vengono seguite, curate, difese? La verità è che a Campomarino manca una visione, manca una gestione continua, manca la responsabilità di accompagnare un progetto oltre il giorno del taglio del nastro. La “spiaggia abile” non è solo un’opera danneggiata: è il simbolo di un modo di amministrare che confonde l’inclusione con la propaganda, che scambia la foto di un giorno con il lavoro di un anno. Oggi i cittadini chiedono risposte, chiedono interventi immediati, chiedono che qualcuno si assuma la responsabilità di questo fallimento. Perché l’accessibilità non è un optional, non è un vezzo, non è un contenuto social: è un diritto. E un diritto non si inaugura, si garantisce. Campomarino merita molto di più di una spiaggia abile abbandonata. Merita un’amministrazione capace di custodire ciò che realizza, di proteggere i più fragili, di trasformare le promesse in realtà. Merita, semplicemente, il Campomarino che vorremmo tutti». La chiosa del gruppo consiliare di opposizione.