TERMOLI. «C’è la buona sanità»: la lettera che commuove e mobilita. Nella notte dell’11 agosto, una figlia in pericolo. Una corsa contro il tempo. E una rete di professionisti che ha risposto con prontezza, competenza e umanità. È da quell’istante che Luigi Molinaro e Adele Mancini, genitori della giovane paziente, hanno sentito il bisogno di scrivere. Non per denunciare, ma per ringraziare. Per testimoniare che la sanità può funzionare, se ai professionisti vengono dati gli strumenti per operare con dignità.
«Ci sentiamo in dovere di ringraziare tutto il personale sanitario che ha soccorso nostra figlia con tempestività ed estrema competenza» — scrivono. Il servizio del 118, con a capo il dottore Nicola Intrevado e l’infermiera Delia Rosanna, che hanno gestito l’emergenza con chiarezza e dolcezza, assieme ai soccorritori Michelino Nuozzi e Michelina Terlizzi, ad accogliere al pronto soccorso la dottoressa Michela Giacomodonato e l’infermiera nella sala di emergenza Marilina Cappella, un grazie infinito alla rianimatrice Antonella Trolio, che ha scelto di intubare nostra figlia per garantire sicurezza. E ancora alla dottoressa che nella stessa notte ci ha accompagnati assieme all’infermiera durante il trasferimento presso la Rianimazione di Pescara.
Un grazie immenso e infinito va a tutte le persone, i colleghi che in quei giorni bui ci hanno sostenuti con la loro vicinanza.
Un grazie immenso va al mio direttore Giovanni Emilio Giorgetta, alla responsabile dottoressa Cannito, e a tutto il team delle cure domiciliari di Termoli-Larino; al primario della Rianimazione di Termoli, dottoressa Mariantonietta Marrone e al responsabile del presidio ospedaliero, Pierpaolo Oriente e tutti i sanitari e le persone che ci sono state vicine. «Ecco, possiamo dire dopo questo evento che c’è la buona sanità, basta dare gli strumenti ai professionisti per poter lavorare bene», scrivono Luigi Molinaro e Adele Mancini.
EB

