giovedì 15 Gennaio 2026
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Cinghiali nel Parco di Termoli: il Comune interviene con un’ordinanza urgente

TERMOLI. «Cinghiali nel Parco : il Comune interviene con un’ordinanza urgente. Sicurezza, paura e responsabilità in una città che chiede risposte»
Termoli si ritrova ancora una volta davanti a un bivio che riguarda la sicurezza collettiva, la gestione del territorio e la capacità delle istituzioni di reagire con tempestività.

L’ordinanza contingibile e urgente firmata dal sindaco Nico Balice il 15 dicembre 2025 – la n. 422 – arriva dopo settimane di segnalazioni, sopralluoghi tecnici, video, foto e un crescendo di allarme sociale: nel Parco Comunale «Girolamo La Penna» si è insediato stabilmente un branco di cinghiali, composto da adulti, giovani e perfino maschi sub‑adulti, una presenza ormai consolidata e non più episodica.

Non si tratta di un avvistamento isolato, ma di una frequentazione quotidiana, documentata e riconosciuta dagli esperti dell’Osservatorio Regionale Tecnico‑Scientifico, che hanno rilevato orme fresche, grufolate recenti, percorsi abituali e comportamenti di familiarizzazione con l’uomo. Una combinazione che, in un’area urbana ad alta densità di famiglie, bambini, anziani e animali domestici, rappresenta un rischio concreto e immediato.
La relazione tecnica del dottor Guerino Capaldi, acquisita dal Comune il 15 dicembre, non lascia margini interpretativi: la presenza dei cinghiali è stabile, il pericolo è reale, l’intervento deve essere immediato. Non solo per prevenire incidenti – aggressioni, fughe improvvise, reazioni difensive in presenza di cuccioli – ma anche per evitare danni igienico‑sanitari, contaminazioni ambientali, trasmissione di parassiti e, soprattutto, per scongiurare l’ingresso di predatori maggiori attratti dalla fauna selvatica. Il parco, con la sua vegetazione non gestita, i canneti spontanei e le zone incolte sotto i pilastri viari, è diventato un microhabitat perfetto per la sosta e il rifugio degli animali.

Una situazione che, secondo l’ordinanza, non è più affrontabile con misure ordinarie.
Il provvedimento del Sindaco dispone una serie di azioni immediate: bonifica dell’area, rimozione di fonti alimentari, sfalcio della vegetazione, installazione di dissuasori ottici e visivi, chiusura parziale degli accessi, barriere fisiche temporanee per confinare gli animali nella zona boschiva, recinzioni elettrificate a bassissimo voltaggio, cartellonistica di avviso e l’installazione di una gabbia di cattura conforme alle norme sul benessere animale. In caso di cattura, gli esemplari saranno trasferiti in un’area naturale idonea individuata dagli enti competenti. La direzione delle operazioni è affidata al dottor Capaldi, figura di comprovata esperienza nei piani di controllo del cinghiale, coadiuvato da selecontrollori abilitati e dal dottor Antonio Liberatore per gli aspetti legati al benessere animale.

Tutte le operazioni dovranno svolgersi con massima sicurezza, alta visibilità degli operatori, comunicazioni radio costanti e sospensione immediata in caso di pericolo.
L’ordinanza, valida per 30 giorni, richiama anche i cittadini alle proprie responsabilità: divieto assoluto di alimentare la fauna selvatica, obbligo di mantenere puliti cassonetti e aree di raccolta rifiuti, rimozione di vegetazione infestante e carcasse animali, incremento della segnaletica di pericolo. Perché la gestione della fauna in ambito urbano non è solo un atto amministrativo, ma un equilibrio delicato tra tutela dell’ambiente, sicurezza pubblica e convivenza civile. E perché, come sottolinea il provvedimento, l’assenza di interventi rischia di alimentare reazioni incontrollate da parte dei cittadini, esasperati da una situazione percepita come fuori controllo.
Termoli si trova così davanti a una sfida che non riguarda solo il Parco “La Penna”, ma il rapporto tra città e natura, tra istituzioni e comunità, tra emergenza e prevenzione. L’ordinanza è un atto necessario, ma non risolutivo: apre un percorso che richiederà monitoraggio costante, coordinamento con la Regione, applicazione rigorosa del Piano straordinario nazionale sulla fauna selvatica e, soprattutto, una visione chiara su come evitare che simili situazioni si ripetano.