TERMOLI. Domani, 3 dicembre: udienza Tar Molise: cronaca di una battaglia civile.
«La nostra battaglia è iniziata quando, in Consiglio Regionale, la maggioranza di centrodestra ha respinto la proposta di delibera Azzera debito sanitario, presentata da Massimo Romano e sostenuta da tutta la minoranza. Quella proposta avrebbe consentito di trasferire allo Stato il debito accumulato in sedici anni di commissariamento, evitando di gravare ulteriormente sui cittadini molisani», riferisce il cittadino che ha promosso il ricorso, Andrea Montesanto.
La bocciatura ha segnato un punto di rottura: indignazione e consapevolezza che non ci si poteva fermare. «Persino i consiglieri di maggioranza avevano riconosciuto il fallimento del commissariamento, ma hanno preferito piegarsi alla logica della sudditanza politica verso il Governo nazionale, a discapito dei cittadini, diversamente da quanto accaduto in Campania».
Da lì la scelta di proseguire con determinazione. È stato presentato ricorso al Tar contro la Regione Molise, dopo la delibera che aumentava l’IRPEF regionale oltre i limiti di legge: «Un provvedimento ingiusto che colpisce cittadini già provati da anni di disservizi, costretti a subire le tasse più alte d’Italia».
La difesa è stata affidata a un collegio di legali di grande prestigio: Antonio Di Pietro, Pino Ruta, Margherita Zezza e Piero Colucci. Con il loro supporto si è ribadito che il debito sanitario non può essere ripianato né autonomamente né, tantomeno, sulle tasche dei cittadini.
Il Tar, in sede cautelare, aveva inizialmente negato la legittimazione a difendersi al ricorrente Andrea Montesanto, in qualità di cittadino. Una decisione rispettata ma non condivisa, perché significava privare i molisani non solo di un sistema sanitario adeguato, ma anche del diritto di tutelarsi in giudizio. Per questo la decisione è stata impugnata davanti al Consiglio di Stato a Roma.
Il pronunciamento del Consiglio di Stato ha riaperto la partita: «La questione è meritevole di più approfondita valutazione», hanno scritto i giudici, sottolineando che le delibere contestate peggiorano la qualità e l’accesso ai servizi sanitari regionali e che proprio da queste conseguenze deriva la legittimazione dei cittadini a ricorrere.
Dopo mesi di lavoro, si arriva ora al momento cruciale: domani, mercoledì 3 dicembre, si terrà l’udienza del TAR Molise. «Saremo presenti, insieme ai nostri legali, per difendere i cittadini e affermare che non possono continuare a pagare il prezzo di sedici anni di commissariamento fallimentare».
Un ringraziamento va a tutti gli amministratori locali e alle organizzazioni che hanno scelto di schierarsi al fianco della battaglia: Cgil, Cna, Legacoop e Cittadinanzattiva, oltre al movimento Costruire Democrazia. «Il loro sostegno dimostra che questa non è solo la nostra battaglia, ma una battaglia collettiva per la giustizia e per i diritti dei cittadini molisani».
EB

