TERMOLI. Le organizzazioni sindacali Faisa‑Cisal, Filt‑Cgil e Fit‑Cisl proclamano una nuova giornata di sciopero politico regionale del Trasporto Pubblico Locale extraurbano del Molise: cinque ore di fermo, giovedì 16 gennaio 2026, dalle 18 alle 23.
Una mobilitazione che arriva dopo quella del 20 maggio 2025 e che si rende inevitabile di fronte al perdurare di una crisi strutturale del settore, aggravata – denunciano i sindacati – dall’assenza totale di risposte da parte della Regione Molise.
Nonostante mesi di segnalazioni, richieste formali di confronto e appelli alla trasparenza, la situazione non solo non è migliorata: continua a peggiorare, con ricadute pesanti sulle condizioni di lavoro degli autoferrotranvieri e sulla qualità del servizio offerto ai cittadini. Le sigle sindacali parlano apertamente di mancata convocazione delle sigle di categoria, di un dialogo istituzionale inesistente, di un clima che esclude i lavoratori da ogni processo decisionale. La scelta di procedere verso un nuovo bando di gara regionale senza alcuna consultazione viene definita un segnale inequivocabile: un’impostazione che privilegia le aziende, lascia i lavoratori all’oscuro delle scelte strategiche e priva il sistema di quella trasparenza necessaria a garantire equità, sicurezza e dignità professionale.
A ciò si aggiungono l’assenza di verifiche sui tempi di percorrenza – con impatti diretti sui carichi di lavoro degli autisti – e gravi opacità nella gestione delle risorse e delle fermate del servizio pubblico. Tutto mentre il Molise continua a registrare una delle spese pro capite per il Tpl più alte d’Italia, senza che ciò si traduca in un servizio efficiente né in condizioni contrattuali dignitose: salari bassi, indennità irrisorie, turni pesanti e una produttività tra le più elevate del Paese. Lo sciopero coinvolgerà tutto il personale autoferrotranviario delle aziende private che operano nel trasporto pubblico locale extraurbano della regione; il personale di uffici e officine incrocerà le braccia nelle ultime cinque ore della propria prestazione lavorativa.
Le organizzazioni sindacali ribadiscono che la mobilitazione non è un gesto simbolico, ma un atto necessario per difendere diritti, sicurezza e dignità dei lavoratori, e per rivendicare il diritto dei cittadini molisani a un servizio pubblico trasparente, efficiente e realmente orientato all’interesse collettivo.
EB
