giovedì 22 Gennaio 2026
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Di Pardo: «Demagogia e populismo nella richiesta di dimissioni del presidente Roberti»

TERMOLI. Nel pieno del dibattito politico regionale, il consigliere Roberto Di Pardo interviene con una nota dai toni netti, accusando una parte del Consiglio di «vestirsi da statisti» e di richiamare la Costituzione «in ogni intervento, sulla stampa o sui social», salvo poi – sostiene – dimenticarne i principi fondamentali quando si tratta di libertà, giustizia e garantismo. Un garantismo «vero», precisa, «libero dai legami di appartenenza» e capace di valere per tutti, non solo per «amici e compagni di cordata».
Nel mirino del consigliere c’è la richiesta di dimissioni del presidente della Regione, Francesco Roberti, avanzata da alcune forze politiche dopo l’emersione di ipotesi di reato ancora tutte da verificare. Una posizione che Di Pardo definisce «quanto di più demagogico e populista un politico possa fare», ricordando che la Carta costituzionale stabilisce chiaramente che «l’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva» (art. 27).
Il consigliere ribadisce «piena fiducia nella magistratura», ma allo stesso tempo esprime «certezza dell’operato limpido e trasparente del Presidente Roberti», convinto che il governatore potrà dimostrare «nei luoghi preposti» la propria estraneità ai fatti contestati.
Si riaccende il confronto politico sul confine tra responsabilità istituzionale e uso strumentale delle vicende giudiziarie, riportando al centro il tema – spesso evocato e altrettanto spesso disatteso – del garantismo.

EB