TERMOLI. L’episodio di violenza giovanile che ha visto un ragazzo aggredito da una baby gang continua a suscitare indignazione e preoccupazione tra cittadini e istituzioni, richiamando l’attenzione sulla necessità di una riflessione seria sulla crescita e sull’educazione dei giovani nel territorio.
Anche Nicola Di Toro, responsabile della comunicazione dei giovani di Forza Italia Molise, esprime la sua indignazione e condanna gli atti violenti.
«Esprimo un dissenso profondo e deciso per l’ennesimo episodio di violenza verificatosi nei giorni scorsi a Santa Croce di Magliano, che ha visto un giovane aggredito da una baby gang. Un fatto grave, che suscita indignazione e preoccupazione e che non può lasciare indifferenti.
A titolo personale, esprimo la mia piena e sincera solidarietà al ragazzo coinvolto e alla sua famiglia, rivolgendogli la mia vicinanza umana, con l’auspicio di una pronta ripresa e di un ritorno alla serenità.
Si tratta di un episodio che non può e non deve essere derubricato a semplice fatto di cronaca. È una ferita che colpisce l’intera comunità e che impone una riflessione seria, profonda e responsabile sullo stato di salute della nostra società e sulle condizioni in cui crescono le nuove generazioni.
Le abitudini sociali sono profondamente cambiate negli ultimi anni. Viviamo in un contesto che spinge ad accelerare i tempi della crescita, a cercare un’affermazione immediata, spesso fondata sull’apparenza, sulla prevaricazione e sull’uso della violenza come strumento di riconoscimento.
Alcuni ragazzi, spinti da modelli culturali distorti e da una ricerca esasperata di affermazione personale, finiscono così per scegliere strade sbagliate, conducendo una vita sregolata e pericolosa, non solo per sé stessi ma per l’intera collettività.
In questo modo, però, non diventano forti né liberi. Al contrario, finiscono per alimentare un clima di paura e insicurezza, trasformandosi in veri e propri terroristi della società, capaci solo di minare la convivenza civile e di distruggere quel senso di comunità che da sempre caratterizza i nostri paesi.
La condanna nei confronti dei responsabili di questo gesto è ferma e senza attenuanti. La violenza non è mai giustificabile e chi la pratica deve assumersi pienamente la responsabilità delle proprie azioni. Saranno proprio loro, più di chiunque altro, a dover meditare sulle conseguenze di quanto fatto, comprendendo la gravità morale e sociale dei propri comportamenti.
Allo stesso tempo, è evidente che non basta reprimere: occorre prevenire e sensibilizzare. È necessario un impegno condiviso che coinvolga famiglie, scuola, istituzioni, associazioni e politica, accompagnato da un rafforzamento concreto della sicurezza sul territorio e da una presenza più costante dello Stato nelle aree e nei momenti di maggiore fragilità sociale.
Serve tornare a investire con decisione nell’educazione, nella cultura, nello sport e nei luoghi di aggregazione sana, affinché i giovani possano trovare modelli positivi e strumenti autentici di crescita.
Nel mio impegno politico giovanile, che porto avanti con senso di responsabilità verso il territorio e la comunità, ritengo imprescindibile riaffermare i principi della legalità, del rispetto delle regole e della sicurezza, sostenendo con convinzione il lavoro delle forze dell’ordine e delle istituzioni locali. La tutela delle vittime deve essere sempre prioritaria, così come la difesa delle comunità che hanno il diritto di vivere senza paura.
Santa Croce di Magliano merita di rimanere un luogo sicuro, fondato sul rispetto reciproco e sulla solidarietà. Da episodi dolorosi come questo deve nascere una presa di coscienza collettiva, affinché simili fatti non si ripetano e si torni a costruire un futuro basato su responsabilità, educazione e valori condivisi».

