venerdì 16 Gennaio 2026
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Ex Istituto Nautico, il cuore culturale che può ridisegnare la città

TERMOLI. Tra i progetti più importanti, sotto diversi profili, del Piano Città degli Immobili Pubblici, illustrato ieri mattina, c’è quello dell’area dell’ex istituto Nautico, che proprio nel dicembre 2008, ormai 18 anni fa, venne chiuso per motivi di sicurezza.

Negli ultimi 15 anni venne inserito periodicamente tra gli asset da cedere, ma con questa svolta copernicana, si cambia registro, con nuovi orizzonti.

L’ex istituto Nautico, edificio simbolo per generazioni di studenti e per l’intera comunità cittadina, al centro di un ambizioso progetto di rigenerazione urbana inserito nel Piano Città di Termoli per la valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico.

Non si tratta di un semplice intervento edilizio, ma di un’operazione strategica che punta a restituire alla città uno spazio centrale, trasformandolo in un polo culturale di nuova generazione, capace di connettere memoria storica, creatività contemporanea e partecipazione civica.

Il complesso dell’ex Nautico sorge in una posizione urbana delicata e al tempo stesso strategica: alle spalle della stazione ferroviaria, in un’area di cerniera tra il fronte infrastrutturale e il tessuto cittadino consolidato. Un’area oggi percepita come frammentata, sottoutilizzata, priva di una funzione chiara, ma che proprio per questo rappresenta una straordinaria occasione di ricucitura urbana.

L’intervento di rifunzionalizzazione dell’edificio si inserisce infatti in una visione più ampia di riqualificazione dell’intero comparto, con l’obiettivo di superare le cesure fisiche e funzionali che per anni hanno separato questa zona dal resto della città. Nuovi percorsi pedonali, spazi pubblici riqualificati e funzioni culturali integrate sono gli elementi cardine di un disegno che mira a riconnettere, più che a sostituire, e a restituire continuità urbana.

Il progetto prevede la trasformazione dell’ex Istituto Nautico in un polo culturale multifunzionale, destinato a ospitare il teatro cittadino e la nuova biblioteca comunale. Due funzioni simboliche e strategiche, che insieme delineano una vera e propria cittadella della cultura, capace di rafforzare l’offerta culturale di Termoli e di renderla attrattiva durante l’intero arco dell’anno, superando la tradizionale stagionalità turistica.

Il teatro e la biblioteca non sono pensati come contenitori isolati, ma come spazi aperti, permeabili, in dialogo costante con la città e con il contesto urbano circostante. Luoghi di produzione culturale, ma anche di incontro, formazione, sperimentazione e inclusione, in grado di intercettare pubblici diversi e generazioni differenti.

Uno degli aspetti più rilevanti dell’operazione è l’attenzione alla sostenibilità ambientale ed energetica, in linea con gli obiettivi del Piano Città e con le più avanzate politiche di rigenerazione urbana. La rifunzionalizzazione dell’edificio consente infatti di ridurre il consumo di suolo, valorizzando il patrimonio esistente e limitando nuove edificazioni, e di migliorare le prestazioni energetiche attraverso soluzioni tecnologiche innovative.

La rigenerazione dell’ex Nautico si inserisce così in una strategia più ampia che tiene insieme rigenerazione urbana, mix funzionale, logistica della pubblica amministrazione e sostenibilità, contribuendo a ridefinire il ruolo del patrimonio pubblico come leva di sviluppo e non come semplice costo da gestire.

Particolarmente significativo è anche il percorso previsto nella fase che precede l’avvio dei lavori. Subordinatamente alle necessarie valutazioni di fattibilità, l’immobile potrà essere destinato a iniziative di “temporary use” culturale: eventi, laboratori, mostre, attività performative e sperimentazioni artistiche orientate alla riattivazione del contesto e al coinvolgimento diretto della comunità locale.

Una scelta che rispecchia le migliori pratiche nazionali ed europee in materia di rigenerazione urbana e che consente di anticipare il futuro ruolo dell’ex Nautico come spazio culturale aperto, inclusivo e partecipato, evitando che il tempo dell’attesa si traduca in ulteriore degrado o abbandono.

Il coinvolgimento della comunità è infatti uno degli assi portanti dell’intervento. Restituire l’ex Istituto Nautico alla città significa anche riconoscerne il valore identitario, la memoria collettiva che custodisce, e trasformarla in una risorsa viva, capace di generare nuove narrazioni e nuove opportunità.

In questo senso, il progetto assume un significato che va oltre i confini dell’edificio stesso. L’ex Nautico diventa un simbolo di come Termoli prova a ripensare sé stessa, puntando sulla cultura come infrastruttura strategica, sulla qualità dello spazio pubblico come fattore di coesione sociale e sulla valorizzazione del patrimonio pubblico come strumento di sviluppo sostenibile.

All’interno del Piano Città di Termoli, l’intervento sull’ex Istituto Nautico rappresenta uno dei tasselli più emblematici: un luogo che torna a essere centrale non solo nella geografia urbana, ma anche nell’immaginario collettivo. Un luogo che, da spazio chiuso e inutilizzato, è chiamato a trasformarsi in un laboratorio aperto, capace di generare valore culturale, sociale ed economico per l’intera comunità.

Se ben governato e accompagnato da una visione coerente, il recupero dell’ex Nautico può diventare uno dei segni più riconoscibili della Termoli che cambia, senza rinnegare la propria storia, ma facendone la base su cui costruire il futuro.

Emanuele Bracone