TERMOLI. Con il 2025 che si avvia alla conclusione, il Molise registra criticità strutturali in sanità, infrastrutture, trasporti e occupazione. A fare il punto in modo dettagliato è Valerio Fontana, che con un post pubblicato oggi offre un’analisi lucida e senza filtri della situazione regionale.
«Bilancio di fine anno, come sono andate le cose in regione.
Alcune criticità si confermano ormai strutturali e richiederebbero una trattazione a sé quali:
SANITÀ: il sindaco del capoluogo di provincia dorme in tenda davanti all’ospedale della sua città per protesta. Il RRH, uno dei due privati convenzionati fondamentali, sta attraversando un serio momento di crisi aziendale.
Questo è quanto avvenuto solamente negli ultimi 5 giorni.
INFRASTRUTTURE: la Bifernina è ancora un cantiere a traffico rallentato con semafori. Nessuna alternativa viaria.
La Trignina, nel 2025, ha conosciuto un deciso peggioramento in termini di sicurezza stradale, anche qui semafori. Nessuna alternativa viaria.
TRASPORTI: Campobasso è l’unico capoluogo di regione a non avere un collegamento ferroviario con la capitale Roma e non lo avrà almeno fino al 2028. Oserei dire proprio che non ha una stazione ferroviaria.
Questi tre filoni si sono rivelati in lento e costante declino nel tempo.
C’è un tema che il 2025 ha maggiormente posto sotto i riflettori:
ECONOMIA: è Stellantis che ha smosso più di tutti le acque nel tessuto produttivo regionale. L’anno si chiude con la conferma che la Gigafactory a Termoli non si farà e le conseguenze che questa decisione ha comportato sono state devastanti. A cominciare dal livello comunale.
Guardate che effetto ha avuto sulla percentuale di fondi PNRR spesi e fondi disponibili solo per Termoli: quando la Gigafactory rientrava ancora nei progetti previsti, il portafoglio di investimenti su Termoli era pari a €2,4Mld. Qui Termoli si collocava tra gli ultimi comuni d’Italia per fondi spesi con appena l’1% di pagamenti sul totale.
Da dicembre la percentuale di fondi spesi è saltata al 23% ma non perché si è speso 23 volte di più ma per il semplice fatto che il progetto Gigafactory è stato rimosso dalla lista sottraendo circa €2Mld dal denominatore che cala vertiginosamente a €312mln. (fonte openpnrr)
Capite che effetto in termini economici aveva la Gigafactory?
OCCUPAZIONE: non solo mancata riconversione dello stabilimento di Rivolta del Re ma anche progressiva dismissione dell’esistente. Il 2025 passa alla storia come l’anno della chiusura della linea di produzione del motore FIRE, la storia dello stabilimento di Termoli, della FIAT e dell’automotive Italia.
E così dal 1 settembre 2025 scattano anche 1823 contratti di solidarietà.
Le conseguenze?
La provincia di Campobasso prima per variazione di ore di cassa integrazione con il +1255%. Una percentuale enorme, la seconda provincia è Cuneo con il 347%, stiamo parlando di una differenza di un ordine di grandezza solo tra 1° e 2°, cifre sconvolgenti. (fonte UIL)
Anche la crescita del PIL regionale è in controtendenza rispetto alle regioni del meridione che si sono dimostrate quelle più performanti post COVID: il Molise è 16° con un +2.6% molto al di sotto della media nazionale (6,4%). Lascia pensare che le confinanti Puglia e Abruzzo, con +8.9% e +8.1%, siano rispettivamente 3° e 4°, tra le migliori a livello nazionale (fonte CGIA Mestre).
Il segno positivo che si misura in tutta Italia e, seppur in forma ridotta, anche in Molise è attribuibile fondamentalmente a 2 interventi di Stato che sono i finanziamenti PNRR e gli effetti del superbonus 110% nel settore dell’edilizia, entrambi di imminente scadenza.
In conclusione, dati alla mano, emerge il quadro di una Regione che per fare industria dipende da singoli attori privati mentre le medie e piccole imprese da finanziamenti pubblici: in assenza di questi elementi l’effetto domino che ne consegue è dirompente e deleterio per l’intera economia regionale. Urge una strategia di sviluppo, una prospettiva di rilancio che fornisca indipendenza e soprattutto che proponga alternative.
Buon anno a tutti, il 2026 sarà un anno migliore…anche perché statisticamente, peggiorarlo è difficile».
