mercoledì 21 Gennaio 2026
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Gravina e Primiani da Castrataro: «Tanti tagli e risposte sbagliate sulla sanità molisana»

CAMPOBASSO-ISERNIA. Questa mattina Roberto Gravina si è recato a Isernia, davanti all’ospedale, insieme al consigliere regionale Angelo Primiani, per incontrare il sindaco Piero Castrataro e manifestargli personalmente solidarietà dopo quello che definisce «un attacco ingiustificato e inopportuno» da parte di Regione e Asrem. Un episodio che, secondo Gravina, rivela un modo distorto di rapportarsi a chi rappresenta una comunità e ha il dovere istituzionale di segnalare criticità reali. «La risposta diffusa da Regione e Asrem alle legittime preoccupazioni del sindaco — afferma — è stata sproporzionata, fuori luogo e totalmente distante dalla drammaticità della situazione sanitaria molisana».
Per Gravina, il nodo è sempre lo stesso: una gestione che continua a muoversi dentro un’unica logica, quella dei tagli. «È mai possibile — incalza — che da anni l’unica soluzione sia tagliare, tagliare e ancora tagliare? Possibile che l’unica bussola restino i numeri, senza considerare territori come Isernia, dove lo spopolamento rende impossibile applicare criteri pensati per realtà completamente diverse?». Una fotografia che, se non cambiano le regole, rischia di diventare un destino già scritto: «Seguendo questi criteri — avverte — è solo questione di tempo prima che chiudano altri presidi, Campobasso compreso. Perché i numeri, così come sono oggi, ci daranno sempre torto come regione».
Da qui la necessità, ribadita con forza, di un cambio di paradigma: non la gestione dei tagli, ma la revisione delle norme che li generano. Gravina ricorda l’imminente avvio dell’indagine parlamentare conoscitiva voluta dal Movimento 5 Stelle, alla quale ha contribuito personalmente: «Serve rivedere il DM 70, serve rivedere la contrattualistica del comparto sanità, servono criteri nuovi per il riparto del Fondo sanitario. Serve, in sostanza, ridiscutere un impianto che sta condannando i territori più fragili».
Ma mentre si lavora su questi fronti, resta una domanda inevasa, che Gravina pone senza giri di parole: «Perché il centrodestra regionale — e in particolare l’onorevole Lancellotta, eletta proprio per rappresentare Isernia in Parlamento — continua a restare in silenzio? Perché non combattono la battaglia a Roma, invece di rispondere con fastidio a chi denuncia problemi veri sul territorio?». La conclusione è netta: «È più facile attaccare un sindaco che assumersi la responsabilità delle proprie scelte e dei propri ritardi».

EB