venerdì 23 Gennaio 2026
Cerca

Guardia medica, Giorgetta: “Facciamo il massimo, ma senza una riforma totale il sistema non regge”

TERMOLI. In Molise la Continuità Assistenziale continua a camminare sul filo. L’ASReM, di fronte alle polemiche e alle preoccupazioni dei cittadini, chiarisce numeri, limiti strutturali e prospettive di un servizio che oggi sopravvive più per dedizione individuale che per solidità organizzativa. Il fabbisogno teorico per garantire turni regolari nelle 44 sedi regionali è di 192 medici, ma quelli con contratto a tempo indeterminato sono solo 69, e appena 28 lavorano a tempo pieno. Il resto del sistema si regge su giovani specializzandi, spesso provenienti da fuori regione, che assicurano una disponibilità minima – due turni al mese – e che, in quanto liberi professionisti convenzionati, non possono essere obbligati a coprire sedi o turni aggiuntivi.
Per evitare la chiusura dei presidi, la Struttura Commissariale ha varato tre provvedimenti straordinari nel tentativo di tamponare l’emergenza:

  1. Deroga ai massimali (febbraio 2025) – consente ai medici, su base volontaria, di aumentare il numero di ore lavorate e quindi il compenso.
  2. Incentivi per le sostituzioni (luglio 2025) – riconosce maggiorazioni economiche a chi copre sedi limitrofe rimaste scoperte.
  3. Potenziamento del 118 (novembre 2025) – prevede un aumento delle tariffe dell’emergenza territoriale e l’apertura del servizio anche ai medici di medicina generale abilitati.

Misure utili, ma non risolutive. L’Azienda sanitaria ribadisce infatti che non può imporre ordini di servizio a chi non è dipendente diretto e che il reclutamento straordinario, più volte tentato, non ha prodotto gli effetti sperati. Il problema non è più la contingenza, ma la struttura stessa del sistema.
A indicare la via è il Direttore Sanitario dell’ASReM, Giovanni Giorgetta, che richiama il quadro nazionale: «Il modello di riferimento è il DM 77 del 2022, che prevede l’integrazione della Continuità Assistenziale nelle nuove Case della Comunità. Dobbiamo superare un impianto fermo a un accordo regionale del 2007 e costruire un ruolo unico dell’Assistenza Primaria». Una riorganizzazione definita “inderogabile e in dirittura d’arrivo”, l’unica in grado di stabilizzare un servizio che oggi vive nella precarietà, tra carenze croniche di personale e disponibilità volontaria dei singoli.
Il messaggio è chiaro: l’ASReM sta spremendo ogni margine possibile, ma senza una riforma strutturale – già prevista dalle norme nazionali e attesa in Molise – la Guardia Medica continuerà a essere un sistema fragile, esposto a chiusure improvvise e a un carico crescente sulle spalle di pochi.